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Poesia

La realtà è un colore 
(Viareggio 1976)

Poesia ad una donna
Canzone d'amore  
Salimmo la città
La spilla rossa


POESIA


Da "La realtà è un colore"

Poesia ad una donna

La realtà è un colore un istinto
un riflesso,
l'aria che brucia
sugli orti i giardini
la vita il suo dirci non dirci
la pioggia la noia
la noia di dirti
i tuoi giochi i gioielli i figli....

I tuoi occhi sereni Jessica,
la coda del cane
il pane il vino sul tavolo tondo
e noi intorno a guardarti
a battere le mani
e tu a ridere
e i capelli che ti fanno la coda,
la coda del pavone.
E domenica a messa
e domani è domani e la vita è così.
E la stufa la luce i calzini sgualciti
la pappa la nonna
la carne il coniglio
le rose il giardino, che noi non l'abbiamo,
e neppure l'armadio
quello grosso di legno
di noce massello.
E domenica a messa; poi i colli
le strade
la spilla che metti
con il sole le viole
le macchine belle
i sorrisi la gente,
che ti tocca la guancia.
E l'inverno che viene, e fa capolino.
E la notte con l'orco
l'asilo la scuola
la fata lontana
e il signore Gesù.
E domani c'è il prete
il maestro il rettore
il marito il lavoro
e ora dormi amore

La realtà è un colore
un istinto un riflesso
l'aria che brucia
sugli orti i giardini
...   ...    ...    ...
...   ...    ...    ...


Canzone d'amore

Guardate le nuvole, corrono
s'alzano al vento! La felicità
è un vento che guida la vita,
un palcoscenico di sorrisi!

Io non trovo mai qualcuno
che vuole trovare qualcuno
come penso,
è un caso
se per caso sei qui.
Stai sospesa sul mio filo
e dici
"La felicità è un vento
che porta la vita,
un occhio aperto nell'incertezza! "

Bussola o dado noi giochiamo,
tutto.
Sotto le lampadine
di pallide abat-jour
intrecciamo le dita. Stuzzicandoti
cammino
sul tuo corpo
come un ragno innamorato
"non voglio
andarmene dalla tua ragnatela — dici
e getti nel mio occhio aperto
ridendo
i tuoi denti e le parole.
Io t'inseguo, su e giù.
Come un cane poliziotto
travestito da part-time
m'infilo nell'ora dei tuoi pensieri;
capostazione senza orari
sbircio i convogli frettolosi.
Ma tu fuggì!
Da ogni finestrino scocca
un bacio
e le tue braccia sono girandole di fuochi.

Dalle ascelle s'arrampica
frettoloso un ragnetto.


Salimmo la città

Salimmo la città!
Tutto è morto tutto è morto ormai!
Le grandi ginestre
abbarbicavano i fianchi delle case
Ciliegi in fiore
mostravano fragili colori.
Dal pennone volò l'allodola
Un cane scompose i colori
La mano ravvivò i capelli

(...il simposio il simulacro la simulia
babilonia roma...)
Generali travestiti da mondane
affondano nei musei

E tu dipani quel nostro domani!
Sulla finestra hai posato
il tuo vestito il tuo passato
e dei tuoi ori più niente rimane.
Del tempo il segno oscilla
ad un punto che non ha più,
e del pendolo rimane
imprecisa una circonferenza


La spilla rossa

Quella spilla rossa sul maglione di lana, e due batuffoli
di cotone ti uscivano dalla manica
quella volta che te ne andavi veramente.
Ma il cuore poi è un grande ritorno!
Non parliamone più — dicevi — queste parole non
spiegano più niente — dicevi —
allora io pensiamo più serenamente
dicevo
ma (il cuore) (il cuore) a Volterra quella sera nella piazza
come lo sentivi?

Oppure quelle linee che ti sconsolano, che ti avvolgono,
l'andarsene dei portici,
i giochi,
le ghiaie  (le ghiaie)  s'accavallavano alle rive,
e il sorriso che spunta.

E il sentiero che prendesti
ti riportò
tra le fanfare del carnevale
quando scoppiò all'improvviso Burlamacco



Opera Prima

Opera Prima   Opera Prima 
(Milano 1983)

Appena Stella

Appena Stella   Appena Stella 
(Firenze 1998)




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Il Sogno del poeta
(Viareggio 2009)

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