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APPUNTAMENTI E FATTI D'ARTE IN VERSILIA E DINTORNI


CHIESA DI S. AGOSTINO e PIAZZA DEL DUOMO, Pietrasanta. Dal 22 marzo al 25 maggio 2008. "Cammino ed Ascesi" di Medhat Shafik.
Dalla piazza del Duomo alla prospiciente chiesa di Sant’Agostino, le opere si susseguono in un incedere di forme, simboli e suggestioni verso la città celeste, luminosa come lo spirito, come la gioia dell’essere. Il cammino approda alla catarsi ed il fulgore pervade lo spazio, intimo specchio dell’infinito.
Shafik, abile alchimista di materiali e tecniche, traduce il palpito dell’anima, il mistero dell’invisibile. Dai candidi marmi, dalle garze semitrasparenti, dalle sottilissime strutture di metallo, dalla leggerezza della cellulosa, dai legni odorosi, dagli improvvisi squarci di colore, di ori e di argenti, si leva un sussurro, un respiro lieve ed etereo.
Sette blocchi monumentali di marmo bianco di Carrara, di dimensioni variabili, si allungano sulla piazza costellati di segni ancestrali, come soste, momenti di sospensione e astrazione. Nella chiesa di Sant’Agostino sei grandi installazioni come luoghi irreali, immaginari, come stanze dell’emozione e delle memoria: da La Città celeste a Il volo della Fenice, dalla Colonna del viaggiatore alla Barca di Ulisse, a Luogo di Ascesi. Un racconto lirico ed artistico tra passato e presente.
"Medhat Shafik, artista internazionale da alcuni anni attivo in città – spiega l’assessore alla cultura Daniele Spina – ha creato per Pietrasanta un percorso d’intenso contenuto spirituale. Un viaggio, tra realtà metafisiche e favolistica orientale, che partendo dalla centrale Piazza del Duomo si conclude nelle grande navata della Chiesa di Sant’Agostino generando atmosfere di assoluto fascino."

Medhat Shafik è nato in Egitto nel 1956. Dal 1976 vive ed opera in Italia.
Si è diplomato in pittura e scenografia presso l'Accademia di Belle Arti di Brera.
Artista di successo internazionale, Shafik coniuga le suggestioni e i colori dell'arte orientale con le più avanzate tecniche compositive delle avanguardie occidentali.
La sua consacrazione arriva con la Biennale di Venezia del 1995: al Padiglione Egitto, da lui rappresentato, viene assegnato il Premio delle Nazioni.
Negli ultimi anni l'artista ha ottenuto molti riconoscimenti: ha vinto il premio Alcatel alla VIII Biennale d'Arte Contemporanea del Cairo, ha esposto alla Galleria d'Arte Contemporanea di Bad Homburg in Germania e nel prestigioso Palazzo Racani Arroni di Spoleto dove ha inaugurato la mostra Nidi di Luce.
Nel 2002 ha iniziato un nuovo ciclo di opere Sabbie, impronte su carta, che ha presentato, a cura di Marco Meneguzzo, alla Galleria Spirale Arte contemporanea di Pietrasanta e Milano. Ha esposto una sua rassegna personale all'Accademia di Belle Arti di Brescia, un'installazione a Palazzo Forti a Verona - entrata a far parte della collezione permanente del Museo.
Ha partecipato alla XVII edizione del Festival Internazionale delle Arti Plastiche Mahres a Tunisi ed è entrato nel sito del Metropolitan Museum di New York come uno dei più interessanti artisti del mondo arabo del XX secolo. Nel 2007 presso la Rocca di Umbertide ha presentato la mostra Luogo di Frontiera, curata da Martina Corgnati, e Le città invisibili a Palazzo Forti di Verona, curata da Giorgio Cortenova.
Orario: 16 - 19, lunedì chiuso. Ingresso: libero. Inaugurazione: sabato 22 marzo 2008, ore 17.00.

CHIOSTRO DI S. AGOSTINO, via S. Agostino 1, Pietrasanta: "Apocalisse" di Enrico Baj Dal 15 marzo al 25 maggio 2008. A cura di Luciano Caprile, Roberta Cerini Baj e Stefania Trolli,
Tragica e grottesca, ironica e preoccupata,l’Apocalisse di Enrico Baj mette in scena, quasi teatralmente, il degrado della contemporaneità, le macchie nere e gli incubi generati dal sonno della ragione, le attese e le premonizioni, l’esuberanza del mostruoso. Un collage psicologico costruito da tele dipinte con tecnica informale, animate da sagome dipinte o intagliate nel legno. L’esposizione presenta un percorso articolato tra le sale del chiostro e la sottostante sala Grasce. A testimoniare la perenne attualità dell’opera e del clima apocalittico che pervade l’umanità, compaiono in mostra alcune tele nucleari e le ultime aggiunte di Baj suggeritegli dal ciclo poetico di Gilgameš. Il catalogo, con testo critico di Luciano Caprile, contiene un’ampia documentazione sulla storia dell’opera.
L’Apocalisse di Baj ha quasi trent’anni. Concepita come work in progress, cioè passibile di aggiunte e cambiamenti nel corso del tempo, è costituita da teli, vuoi a macchie e colature eseguite con la tecnica del dripping, vuoi con figure, e da sagome in legno di svariate dimensioni. Nella presentazione dell’opera tali elementi possono essere tutti o solo in parte utilizzati, possono essere composti in modo variabile, possono essere riuniti in un’unica grandissima parete, oppure distribuiti in spazi diversi.

Le motivazioni che lo spinsero a comporla sono da Baj così spiegate: “È da Gli otto peccati capitali della nostra civiltà di Konrad Lorenz che la mia Apocalisse prese le mosse. Qui Lorenz analizza l’attuale situazione dal punto di vista delle colpe (o peccati) comportamentali, essendo l’etologia, della quale appunto Lorenz è specialista, la scienza del comportamento. I peccati capitali visti da Lorenz non sono più i peccati contro un ipotetico Dio, non sono più trasgressioni a comandamenti sacrali o rituali, ma trasgressioni a comandamenti che definiremo naturali; o meglio si tratta non di comandamenti violati ma di norme di condotta che sono insite nella natura e che gli uomini non dovrebbero trasgredire, quanto meno così massicciamente: facendo della natura, da cui pure dipendono, la loro latrina.” Motivazioni che appaiono oggi per nulla inattuali, anzi forse ancora più fondate di allora.
Sala Putti, sala del Capitolo e sala delle Grasce accolgono questo grande puzzle, con la possibilità di riproporre la primitiva divisone dell’Apocalisse in tre parti, attuandola naturalmente con la libertà che la struttura dell’opera ci consente.
In tre parti, infatti, era stata installata per la sua prima esposizione a Milano allo Studio Marconi nel 1979, in occasione della quale fu pubblicato un libro a cura di Umberto Eco, che così la descrive: “Non millenaristica, la nuova Apocalisse è, come si diceva all’inizio critica. Capacità di leggere i segni della distruzione. Spogliando la rappresentazione di ogni afflato mistico, restituendoci angeli e demoni nella forma grottesca della citazione deformante, Baj a modo proprio ci ricorda che gli agenti della distruzione sono di questa terra. Siamo noi, citati attraverso le citazioni umane dell’arte che noi abbiamo prodotto.”
Orario apertura: 16 - 19, lunedì chiuso. Ingresso: libero
Inaugurazione: sabato 15 marzo, ore 18.00

PREMIO MARTA GIERUT. Sabato 24 maggio 2008, alle ore 17,00, in Pietrasanta, Centro Culturale “L. Russo”, Via Sant’Agostino 1, Salone dell’Annunziata, si terrà la cerimonia di premiazione del "Premio Marta Gierut”.
Il Premio – patrocinato dal Comune di Pietrasanta – consiste in due borse di studio per altrettanti studenti meritevoli dell’Accademia di Belle Arti di Carrara (Sezioni Pittura e Scultura) e in riconoscimenti sia all’OPAM (Opera di Promozione dell’Alfabetizzazione nel Mondo), Associazione con sede a Roma che persegue finalità di solidarietà sociale e di cooperazione, sia a Vando D’Angiolo, a don Hermes Luppi e ad Achille Sicari per il continuativo impegno in ambito socio-culturale. Ingresso libero.
Il “Comitato Archivio artistico-documentario Gierut”, legalmente costituito nel settembre 2006, ha sede in Marina di Pietrasanta (Lucca) Via G. Marino n°8. Presieduto dal critico d’arte e giornalista Lodovico Gierut, non ha fini di lucro e si è proposto di ricordare ed onorare sia dal punto di vista umano che professionale la figura di Marta Gierut, poetessa e artista.
Il Comitato ha messo in essere sin dai primi mesi del 2007 proprie Edizioni, al fine di diffondere l’arte e la cultura in genere, destinate – soprattutto mediante la stampa di pubblicazioni cartacee – sia a Biblioteche Pubbliche e ad Archivi che abbiano all’interno documenti d’arte, sia a critici, giornalisti. Tra i volumi: “La spiaggia e il melograno” e “Grazia Leoncini. Essere ed Oltre”, di Lodovico Gierut; “Carlotta. C’è posta anche per me”, di Bruna Nizzola; “Segni del dolore. La dimensione sacra della sofferenza” e “Contaminazioni. Pitture a rilievo di Franco Benassi”, a cura di Pier Paolo Dinelli e Lodovico Gierut, oltre a “In Franco Miozzo” e “Camminando in un’Anima” di Marta Gierut, postumi.. Ha pure creato un Centro di documentazione a disposizione di studiosi e di persone che trattano l’arte sia a livello professionale, sia come semplice passione. Collabora – ovviamente in modo gratuito – col mondo della Scuola. Il Centro accetta in donazione (anche come scambio) cataloghi relativi a pittura, scultura, fotografia, conservandoli e facendoli utilizzare al meglio. Il Comitato organizza mostre, conferenze e collabora con analoghe Associazioni ed Organizzazioni, promuove conferenze e partecipa ad iniziative fatte da soggetti pubblici e privati a livello nazionale ed internazionale, dando anche gratuito patrocinio. Aiuta soggetti svantaggiati. Informazioni: lodovico@gierut.it e/o 3803941442.

Marta Gierut, nata a Pietrasanta nel 1977 e deceduta a Massarosa nel 2005, allieva poco più che bambina del pittore e scultore Franco Miozzo (1909-1996), ha frequentato dapprima l’Istituto Statale “Stagio Stagi” di Pietrasanta, quindi l’Accademia di Belle Arti di Carrara (discutendo nel 2000 una tesi proprio su Franco Miozzo). Conoscitrice dell’opera dei vari Majakovskij, Van Gogh, Hesse, Giovanni Paolo II, Piero Bigongiari (al quale ha fatto nel 2005 una scultura-ritratto oggi nella collezione pubblica del Comune di Forte dei Marmi), sue opere sono inserite in alcune istituzioni pubbliche italiane quali il prestigioso Museo dei Bozzetti di Pietrasanta. Suo è il monumento intitolato “Il volto e la maschera” stabilmente posizionato in Marina di Pietrasanta (Lucca), lato via E. Pea, inserito nel “Parco della Scultura” avente tra l’altro lavori dei vari Franco Adami, Fernando Botero, Pietro Cascella, Novello Finotti, Jean Michel Folon, Franco Miozzo, Igor Mitoraj, Kan Yasuda.

PALAZZO MEDICEO, via Del Palazzo, Seravezza. Dal 10 maggio al 22 giugno 2008: "Renato Salvatori povero ma bello". Mostra documentaria, retrospettiva cinematografica, dibattiti e convegno.
Comune di Seravezza con la collaborazione di Regione Toscana, Provincia di Lucca, Comune di Forte dei Marmi. Università degli Studi di Pisa, Mediateca Regionale Toscana Film Commission.
Orari della mostra. Dal Martedì al Venerdì: 17,00 / 23,00, Sabato e Domenica: 10,00 / 13,00 e 17,00 / 23,00. Chiuso il Lunedì.
Informazioni: Palazzo Mediceo – Seravezza – Tel. 0584.756100 / www.palazzomediceo.com
Ufficio Stampa: Alessandra Delle Fave tel 0584 962594/ 348 3859089- ale.df@fmcitalia.net.
Per raggiungere Seravezza: Autostrada A12, uscita Versilia, SS Aurelia verso Nord, seguire le indicazioni per Seravezza (ca. 6 Km.)
Programma della manifestazione (PDF)

MAFFEI ARTE CONTEMPORANEA, via Del Signore 3, Viareggio. Dal 17 al 29 maggio 2008: "A5 collettiva personale" di Alessio Larocchi.
L'artista, attraverso cinque nuclei di opere stilisticamente diversificate tra loro, da vita ad un interessante esperimento di collettiva personale che, come sottolinea Roberto Limonta nel suo testo di presentazione della mostra, pone domande circa l'impossibilità di stabilire un'eguaglianza tra "Io" ed "Identità", spostando l'accento sulla natura meticcia e nomade dell'uomo che crea e nel rintracciare nell'"Identico" il vero nemico dell'"Artista".
Orario: tutti i giorni 18,00 - 20,00. Chiuso il lunedì. Info: tel. 0584 48966
Inaugurazione: sabato 17 maggio ore 17,30

MUSEO VILLA PUCCINI, viale Giacomo Puccini 266, Torre del Lago (LU). Dal 20 aprile al 2 giugno 2008. "Lina Rosso - Da Venezia a Torre del Lago". In occasione del 150esimo anniversario della nascita di Giacomo Puccini, a Torre del Lago, presso la Villa Museo Giacomo Puccini, personale di Lina Rosso. Pittrice vigorosa, attenta al dosaggio cromatico e alla scioltezza delle linee, l’artista veneziana fu amica della famiglia del Maestro. Durante il soggiorno in Toscana, tra il 1917 e il 1919, molte tele furono ispirate alla natura e alla quiete di Torre del Lago.
Orario: da lunedì a venerdì 15–18 (mattina solo su prenotazione) Sabato e domenica 10-12.30 e 15– 18. Vernissage: domenica 20 aprile 2008.

GALLERIA EUROPA, Via Europa 42, 55043 Lido di Camaiore (Lucca).
Dal 7 al 21 maggio mostra di pittura di Riccardo Luchini. Per informazioni e orari: tel. 0584 619104.

SALETTA NERI, via Tonfano, 133, Marina di Pietrasanta (Lucca). Dal 5 giugno al 15 luglio 2008 “Melodie di Versilia” disegni su carta pregiata di Sigifredo Camacho Briceño a cura di Lodovico Gierut.
Con otto disegni aventi come tematica quella Versilia dove soggiorna per motivi di lavoro da qualche tempo, Sigifredo Camacho Briceño, pittore nato a Loja – in Ecuador – nel 1956, ha sin dalle prime settimane ammirato l’unicità della zona apuo-versiliese e così, dopo avere esposto in varie cittadine toscane, ha deciso di dedicare un degno omaggio grafico alla zona compresa tra Forte dei Marmi, Pietrasanta e Stazzema.
Padrone della tecnica, finissimo pittore, l’artista porta con sé quella cultura sudamericana, di stampo andino, che trasuda in ciascuna delle ottime opere presentate a Marina di Pietrasanta. Insegnante presso l’Università di Loja sino al 1989, chiamato poi a far parte del “Frente Cultural Calicanto” e dal 1994 membro della Casa della Cultura ecuadoregna, Sigifredo Camacho Briceño è sia attento paesaggista, sia ritrattista. In diversi lavori già in collezioni pubbliche e private, ha inserito un’espressione simbolica sulla quale si è accentrata l’attenzione del mondo della critica d’arte. A Marina di Pietrasanta ha messo in essere anche alcuni quadri ad olio a tema sacro.
Orario: 8-22. Ingresso libero. Informazioni: lodovico@gierut.it 3803941442
Mostra a carattere culturale organizzata dal Comitato Archivio artistico-documentario Gierut.

MUSEO UGO GUIDI, via M. Civitali 33, Forte dei Marmi. Sabato 10 maggio alle 17,30 nel giardino del Museo Ugo Guidi: Concerto di musica sincronica e distruttivista su musiche di Bach, Debussy e Satie tenuto da Vittoria Romei, pianoforte, Oronzo Ricci, flauto traverso, Glauco Di Sacco, sintetizzatore.
Sabato 17 maggio alle 17,30 nel giardino del Museo Ugo Guidi – Forte dei Marmi via M. Civitali 33 – presentazione del volume “Manuale di Pigheologia” di Vladimir Swarovski con conversazione sul rapporto degli arti superiori in relazione ad alcune etnie.
Domenica 18 maggio 2008 dalle ore 17 – 19 per la Giornata Internazionale dei Musei., organizzata dall’I.C.O.M. (International Council Of Museums ), "Impara l'arte". Gli Artisti che nella stagione 2007/8 hanno aderito alla rassegna “Museo Vivo. Territorio di Contaminazione” lavorano nel giardino del Museo e presentano nel Museo le loro opere . Gli artisti sono Paolo Pratali & Akio Takemoto – Miguel Ausili – Costantino Paolicchi – Battista Antonioli – Monica Michelotti - Michele Peri – Pippo Altomare – Graziano Guiso - Laura Viliani – Roberto Tigelli – Antonino Bove – Oronzo Ricci – Vittoria Romei.
Il tutto nell’ambito della giornate di “Amico Museo” promosse dalla Regione Toscana.

FONDAZIONE RAGGHIANTI, via S. Micheletto 3, Lucca. Dal 7 maggio al 13 luglio 2008 "Viaggio nell’arte a Lucca. La collezione della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca". Se una raccolta d'arte configura il "ritratto spirituale" del collezionista, quella della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca è sicuramente la testimonianza di una sensibilità che trova il suo riferimento ideale nella sua stessa vocazione istituzionale: valorizzare la storia, l’arte e la cultura del territorio.
E così, la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, analogamente a quanto hanno fatto altre fondazioni di origine bancaria nei rispettivi territori di riferimento, ha iniziato, nel 1995, attraverso il recupero di opere strettamente attinenti alla storia artistica locale, a formare quella che oggi è divenuta una vera e propria collezione d’arte. Una collezione che viene presentata per la prima volta al pubblico nella sua integrità in una mostra curata dalla Fondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti e da questa promossa insieme con la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca ed in collaborazione con la Soprintendenza, in programma dal 7 maggio al 13 luglio nelle sale espositive della Fondazione Ragghianti, all’interno del complesso monumentale di San Micheletto, a Lucca.
La collezione comprende oltre 80 opere, per la maggior parte dipinti (ma non
mancano sculture, argenterie, maioliche, rarità bibliografiche), che guidano il
visitatore in un coinvolgente viaggio nella storia dell’arte a Lucca. Infatti la
caratteristica principale di questa raccolta, che abbraccia un arco temporale che va
dalla fine del XIV agli inizi del XX secolo, è l’essere intimamente connessa alla cultura figurativa lucchese: tutte le opere acquistate sono prodotte da artisti lucchesi o anche da stranieri che a Lucca hanno operato. La mostra non vuole dare una visuale esaustiva della trama artistica lucchese, ma permette, attraverso una serie di flash, di seguire le trame salienti del tessuto del patrimonio artistico lucchese e del valore che assumono nel più ampio contesto culturale.

È il caso della tavola con San Giovanni Battista di Pietro da Talada – un singolare pittore di matrice culturale arcaicizzante attivo attorno alla metà del Quattrocento in alta Garfagnana - che qui riprende il suo posto accanto alla Madonna con il Bambino nel Museo di Villa Guinigi; entrambi parte di un trittico (purtroppo, il laterale destro e la predella mancano ancora all’appello) collocato un tempo nella chiesa di Rocca Soraggio.
Così come è il caso dello scomparto di predella con la Deposizione dalla croce di Giuliano di Simone, autore tra i più rappresentativi del gusto della committenza locale tra Trecento e Quattrocento, che aggiunge un altro tassello alla ricomposizione di un polittico che non ha certo avuto vita facile ed i cui resti, anzi parte di questi, sono oggi divisi tra la chiesa di Bargecchia e quella di Moriano Castello, sempre in provincia di Lucca.
Alcune opere di uno stesso autore sono collocate in una sorta di ideale dialogo.
Esemplare è il caso di due dipinti di soggetto profano di Pietro Ricchi, Allegoria
dell’astronomia in veste di Urania e Giovane donna con Bambino e natura morta con polli, carciofi, limoni e brocche, che nella mostra sono posti a confronto con due opere di soggetto sacro dello stesso autore: Il miracolo di Sant’Antonio, conservato nella chiesa di San Francesco a Lucca e Santa Cecilia appartenente ad una collezione privata, che permettono una lettura comparativa delle diverse cifre stilistiche dell’artista.
In relazione tra loro, inoltre, anche tre opere dello scultore Matteo Civitali: il Cristo in pietà, un busto in terracotta con tracce di policromia della collezione,
affiancato in mostra a quello marmoreo di uguale soggetto conservato nel Museo di Palazzo Guinigi a Lucca e alla foto dell’Altare del Sacramento della chiesa dei Santi Iacopo e Maria a Lammari.
Sempre su questa linea, infine, il confronto tra opere di diversi autori, rappresentanti lo stesso soggetto, come nel caso dei due ritratti della poetessa lucchese Teresa Bandettini: quello di Angelica Kauffmann, di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, e quello recentemente acquistato dal Museo Nazionale di Palazzo Mansi del pittore piacentino Gaspare Landi, uno dei protagonisti della pittura neoclassica italiana.
L’inaugurazione della mostra si terrà mercoledì 7 maggio alle ore 18 e sarà preceduta dalla presentazione del catalogo scientifico della collezione, realizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio e da Maria Pacini Fazzi editore.
L’esposizione – corredata da una guida appositamente realizzata dalla Fondazione Ragghianti - resterà aperta tutti i giorni, lunedì escluso, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.
Ingresso gratuito offerto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.
Visite guidate su prenotazione. Per informazioni tel. 0583/467205 (dal lunedì al
venerdì dalle 9.00 alle 13.00)

REAL COLLEGIO, piazza Del Collegio, Lucca. Dal 12 aprile al 30 giugno 2008: "Copertinando". Viaggio nelle copertine dei libri Mondadori attraverso i suoi grandi illustratori. Il Museo Italiano del Fumetto di Lucca organizza, nei bellissimi locali del Real Collegio lucchese, la mostra “Copertinando. Viaggio nelle copertine dei libri Mondadori attraverso I suoi grandi illustratori”. Aperta dal 12 aprile al 30 giugno 2008, la mostra è curata da Angelo Nencetti e propone oltre 350 tavole originali, firmate dai grandi Ferenc Pinter, Carlo Jacono e Karel Thole per le famossime serie dei “Gialli” o degli Oscar, per la collana di fantascienza Urania, per il periodico “Segretessimo” e per tante altre pubblicazioni.
Dell’italo-ungherese Ferenc Pinter, recentemente scomparso, oltre a decine di tavole per le copertine Mondadori (prime tra tutte quelle celeberrime del commisario Maigret), la mostra presenterà il materiale inedito che l’artista stava preparando per la riduzione a fumetti di Moby Dick e dei racconti di Edgar Allan Poe per le Edizioni Lo Scarabeo. Di Carlo Jacono, invece, storico disegnatore delle copertine dei Gialli, verrà presentata una retrospettiva di “Segretissimo”, il periodico Mondadori dedicato allo spionaggio che Jacono ha illustrato dalla seconda copertina, nel 1961, sino all’ultima, quasi trent’anni dopo. Dell’olandese Karel Thole, infine, ci saranno decine di tavole originali realizzate per la collana Urania, da lui illustrata per ben 25 anni. Tra le altre, bellissime, alcune tavole su carta gessata.
Un’occasione insomma per ripercorrere il nostro passato recente, attraverso la storia della Mondadori, che ha appena compiuto il suoi primi cento anni di vita, e per scoprire lo straordinario talento di questi tre artisti, che hanno legato la propria carriera alla casa editrice e che sono entrati così nell’immaginario collettivo di più d’una generazione.

Gli Artisti: Carlo Jacono (Milano,1929 – 2000)
Per oltre 40 anni ha rappresentato per gli appassionati del romanzo giallo e di azione edito da Mondadori (la famosa serie dei "gialli Mondadori"; "Segretissimo") l'illustratore simbolo della giallistica italiana. Questa mostra, attraverso una completa retrospettiva di centinaia di tavole originali, vuole rendere il dovuto omaggio ad un grande artista che, con le sue copertine, ha segnato un'epoca.
Karel Thole, pseudonimo di Carolus Adrianus Maria Thole (Bussum 1914 – Cannobio 2000)
E’ sicuramente - per gli appassionati italiani dei romanzi di fantascienza - l'artista che meglio ha ritrasposto visivamente l'immaginario e le angoscie del futuro prossimo venturo. Certe immagini realizzate dall'artista nei primi ‘60 sono oggi come una fotografia del presente. La mostra intende - esponendo centinaia di tavole originali scelte dalla sua vasta produzione - ripercorrere i felici anni nei quali il lettore affezionato attendeva l'uscita in edicola dei fantascientifici volumi della serie Urania.
Ferenc Pinter (Alassio 1931 – Milano 2008)
Fra i tanti artisti dei quali le edizioni Mondadori si sono potuti avvalere negli anni passati sicuramente Pinter ha rappresentato - con il suo tratto inconfondibile reso alle copertine da lui realizzate - il marchio di fabbrica della casa editrice. La mostra - attraverso centinaia di tavole originali edite ed inedite - vuol rendere omaggio ad un grande illustratore dei nostri tempi.
Orario: 10–18, lunedì chiuso.

EX MANIFATTURA TABACCHI, piazzale Giuseppe Verdi, Lucca. Dal 10 al 31 maggio 2008: "Look At Festival 2008", rassegna annuale di videoinstallazioni e musica elettronica. Dopo il successo della prima edizione che ha ospitato 3500 visitatori, si rinnova l’appuntamento con il LOOK AT FESTIVAL, rassegna di arte multimediale e musica elettronica.
La sezione dei videoartisti è stata arricchita da presenze internazionali; insieme a cinque artisti toscani (Fabio Bertini, MannaManna, Berto, Lalbergo, Moneyless) esporranno infatti le loro videoinstallazioni, videosculture, videoambienti, altrettanti artisti spagnoli (Carles Congost, QQ, Fermin Jimenez, Nacho Magro, Lacomida). E’ la Spagna, quindi, la nazione prescelta per inaugurare la tendenza ad ospitare in ogni successiva edizione artisti provenienti da altri paesi, all’insegna di una riflessione interculturale sulle videoinstallazioni.
La finalità di considerare la realtà artistica giovanile presente sul nostro territorio sta ancora alla base della filosofia del LOOK AT FESTIVAL. Per questo oltre alla novità della sezione internazionale è stato istituito un concorso per progetti di videoinstallazione, rivolto ai giovani di età compresa tra i diciotto e i trentacinque anni residenti in Toscana.
Uno spazio dedicato al panorama italiano è l’altra novità di questa seconda edizione. Sono stati infatti invitati a partecipare il genovese Francesco Arena e il milanese Ennio Bertrand, protagonisti della scena italiana che hanno al loro attivo numerose mostre nazionali ed internazionali e sono presenti in molte collezioni private e pubbliche.
O rario: 11-20. Biglietti: ingresso libero fino alle 20, dalle 20 in poi: sabato 10 Maggio, ingresso libero. Sabato 17, 24 e 31 Maggio, 10 euro. Abbonamento per le serate: 25 euro
V ernissage: 10 maggio 2008. ore 18. Catalogo: in mostra, a cura della Fondazione Centro Studi sull'Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti. Curatori: Fabio Bertini.
Autori: Francesco Arena, Fabio Bertini, Berto, Ennio Bertrand, Carles Congost, Fermin Jimenez, Lacomida, Lalbergo, Nacho Magro, MannaManna, Moneyless, QQ
Per informazioni +39 05831805194. email: info@lookatfestival.it
web: www.lookatfestival.it

MUSEO PIAGGIO, Viale Rinaldo Piaggio 23, Pontedera. Dal 19 aprile al 24 giugno 2008. Si inaugurerà sabato 19 aprile alle ore 17,00 presso il Museo Piaggio «Giovanni Alberto Agnelli» di Pontedera, la mostra Giorgio de Chirico "L’enigma della pittura", a cura di Giovanni Faccenda.
L’iniziativa, promossa dal Comune di Pontedera in collaborazione con la Fondazione Piaggio e realizzata con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Toscana e della Provincia di Pisa, intende celebrare i trent’anni dalla scomparsa del grande Maestro della Metafisica. A ripercorrere le tappe salienti del percorso artistico di colui che, insieme a Pablo Picasso, è stato il maggiore protagonista del Novecento, trentacinque opere, fra capolavori noti (Cavallo e cavaliere, 1934-35, Castello di Rapallo, 1948 ca, Le Muse Inquietanti, 1960-62, Piazza d’Italia, 1962), opere inedite (Cavaliere con cane, 1948, Venezia, 1950) e importanti ritrovamenti (Cavalli scalpitanti presso il mare, 1950, una piccola, riuscitissima versione del celebre motivo Ettore e Andromaca, 1972).
Intorno al tema dell’enigma ruota non soltanto questa ricca mostra, ma l’intera vicenda artistica di Giorgio de Chirico, la cui esistenza, sin dall’adolescenza, è caratterizzata da tre episodi che segneranno profondamente il suo destino: l'infanzia a Volos, in Grecia, nel 1888; la morte del padre quando non ha ancora compiuto sedici anni; l’arrivo a Monaco di Baviera, dopo un breve soggiorno in Italia, ed il decisivo incontro con la pittura di Arnold Böcklin.

Tutta la pittura di de Chirico, a cominciare dai primi quadri «di sapore böckliniano», risalta per una distinta esigenza: rendere visibile l’invisibile. Non meravigli che in tale proponimento converga, inconscio, il bisogno di raccontare se stesso attraverso la rappresentazione di luoghi o fatti che hanno caratterizzato la ricca quanto instabile vicenda umana; anche il ricorso periodico al mito asseconda, fra le altre, una simile necessità. In questo senso, il paesaggio rimane il genere più costante nella sua opera: sia che ne occupi il primo piano o ne costruisca il fondale (I romani in Britannia, 1953), esso appare comunque abitato da una potente stimmung evocativa, che sostanzia quanto derivi dal processo di mutazione successivo all’attesa rivelazione.
Gli enigmi che de Chirico dipinge appartengono tutti alla propria esistenza. Stupisce, semmai, il modo in cui egli riesce a tradurre nella più alta dimensione immaginifica fatti riguardanti la sua storia individuale, siano essi esclusivi o del tutto ordinari.
Molti i luoghi deserti (Cavaliere in un paese, 1949), a significare la solitudine, umana ed artistica, del Grande Metafisico, che diventa ora il Veggente, ora il Filosofo, ora il Cavaliere errante, fino a mostrarsi in curiosi costumi nella fase barocca del più torrido isolamento, coincidente con la morte di Savinio avvenuta nel 1952.
Ora, dopo tante battaglie, Il Trovatore (1954) è solo e stanco; sul finire degli anni Trenta, è il poeta solitario che guarda ad un aristocratico convegno da «Pictor optimus».
Tutte le opere alle quali Chirico lavora fra gli anni Quaranta e la prima metà del decennio successivo (Venezia, Chiesa della Salute, 1952-53) devono essere messe in rapporto con tale filosofia. La sfida con quei pittori antichi lo esalta; ne diventa singolare interprete, seppure – da certa critica – incompreso protagonista.
Si susseguono le stagioni, ma permane la vocazione metafisica di questo principe isolato anche quando muta lo stile della pittura conseguente ai vari ritorni (Archeologi, 1965-75, Gladiatori, 1971), perché, come teneva a dire lui, non è il soggetto, bensì il tono proprio della pittura a rendere metafisica un’opera.
Resta, comunque, la sua grandezza, assoluta, capace di vincere la sfida con il tempo e superare ogni spiegazione, come di farsi beffa di episodi, giudizi, in qualche caso persino complotti, rimasti a vorticare incerti intorno all’aristocratica figura di un gigante che ha segnato il Novecento con impronte indelebili, nel titanico confronto condotto oltre le soglie del mito e della filosofia, dentro le stanze del museo abitate dai grandi maestri antichi, per i territori sconfinati e misteriosi dell’immaginazione.

Ancora una volta il Museo Piaggio contenitore di testimonianze legate alla produzione meccanica, si pensi alla Vespa e all’Ape, di cui quest’anno ricorrono i Sessant’anni, ospita nelle sue sale un’iniziativa di indiscusso valore culturale.
Contestualmente alla mostra Giorgio de Chirico "L’enigma della pittura" all’ingresso del Museo sarà ospitato il Diamante, una centrale energetica di nuova generazione, ideata e progettata dalla Ricerca Enel e dall'Università di Pisa, basata sull'impiego di energia solare. L’impianto, per le sue caratteristiche, è un esempio di come ricerca tecnologica e design architettonico, bene si adattino ad inserirsi, senza creare disarmonie, nei più delicati e svariati contesti paesaggistici di cui l'Italia è ricca.
In contemporanea con la grande esposizione che il Museo Piaggio «Giovanni Alberto Agnelli» tributa, assieme al Comune di Pontedera, a Giorgio de Chirico, vi sarà la mostra intitolata "La lunga ombra del Metafisico". Maestri del Novecento in rapporto all’opera e alla figura di Giorgio de Chirico, allestita presso l’Associazione A.F.R.A.M.-Galleria Il Germoglio, via Guerrazzi, 22, Pontedera.
Tale rassegna, anch’essa curata da Giovanni Faccenda e in programma sempre fra il 19 aprile e il 24 giugno 2008, raccoglie alcuni capolavori di Maestri quali, fra gli altri, Annigoni, de Pisis, Sironi, Xavier e Antonio Bueno, Rosai, Soffici e Fiume.
Orario: da mercoledì a sabato dalle 10.00 alle 18.00. Biglietti: ingresso libero
Vernissage: sabato 19 aprile 2008. ore 17.00

CENTRO PER L'ARTE CONTEMPORANEA LUIGI PECCI, via Della Repubblica 277, Prato. Dal 2 febbraio al 19 maggio 2008: “Dichiaro di essere Emilio Isgrò”: questo il titolo della grande mostra retrospettiva dedicata a Isgrò, curata da Marco Bazzini, che il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato presenta dal prossimo 3 febbraio 2008 nelle sale espositive. La mostra concepita insieme all'artista come una retrospettiva delle sue opere dagli esordi alle ultime creazioni, oltre a ripercorrere in modo articolato la vicenda artistica e letteraria di uno dei massimi rappresentanti della cultura e dell’arte italiana documentandone in modo originale vari capitoli e le principali tematiche, vuole ricostruire il lavoro dell’artista all’interno dei gruppi e dei movimenti di cui è stato uno dei protagonisti. In occasione della mostra sarà editato un catalogo con testi critici di Achille Bonito Oliva, Marco Bazzini, Andrea Cortelessa, Alberto Fiz che accompagneranno un’antologia di scritti dell’artista.
Emilio Isgrò è nato a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) nel 1937, vive e lavora a Milano dal 1956. Dopo l’esordio letterario con la raccolta di versi Fiere del Sud (editore Arturo Schwarz, 1956), nel 1964 inizia a produrre le prime “cancellature”, esposte in gallerie e musei italiani e stranieri. il tema della cancellazione, ricorrente nelle vicende dell’arte del XX secolo, è l’autentico e sistematico fondamento della sua poetica tanto da renderlo il protagonista di primo piano di questa pratica. “Io cancello le parole per custodirle, è un gesto di salvezza. Le mie tecniche di linguaggio espressivo mi consentono di sparire per poi riemergere” ha dichiarato Isgrò in una intervista. Nel 1977 ha vinto il primo premio alla Biennale di San Paolo. Nel 1985 ha realizzato a Milano l’installazione multimediale La Veglia di Bach, commissionatagli dal Teatro alla Scala per l’Anno Europeo della Musica, mentre nel 1998 Seme d’arancia viene installata a Barcellona di Sicilia. Negli anni 1972, 1978, 1986, 1993 è stato invitato alla Biennale di Venezia. Di rilievo è anche la sua attività di scrittore e uomo di teatro, consolidatasi con “L’Orestea di Gibellina” (1983/84/85) e con alcuni romanzi e libri di poesia, tra cui “L’avventurosa vita di Emilio Isgrò” (Il Formichiere, 1975), “Marta de Rogatiis Johnson” (Feltrinelli, 1977), “Polifemo” (Mondadori, 1989) e “L’asta delle ceneri” (Camunia, 1994).
Inaugurazione: sabato 2 febbraio ore 18,00. Orario: tutti i giorni 10 - 19. Chiuso martedì e 1 Maggio. Ingresso: intero 5 € ridotto 4 €

CONFARTIGIANATO IMPRESE, viale Montegrappa 138, Prato.
Dal 23 febbraio al 15 maggio 2008 "Opere di Giorgio Celiberti"
Giorgio Celiberti è nato a Udine nel 1929. Il suo ingresso ufficiale sulla scena artistica italiana è avvenuto con la partecipazione, appena diciannovenne, alla Biennale di Venezia del 1948, la prima del dopoguerra. Ha frequentato il Liceo Artistico di Venezia e poi lo studio di Emilio Vedova. Negli anni trascorsi nella città lagunare ha intessuto una ricca rete di amicizie, in ciò favorito dal suo temperamento estroverso e generoso.
Con Tancredi ha diviso, alla pensione Accademia, la camera-studio. Intense le frequentazioni con Carlo Ciussi, Marco Fantoni e Romano Parmeggiani che negli stessi anni vivevano a Venezia un periodo di formazione. Sulle orme dello zio Modotto, uno dei più importanti pittori udinesi degli anni Trenta, è stato protagonista, assieme ai fratelli Basaldella (Afro, Dino, e Mirko) a Filippini e a Candido Grassi, del rinnovamento in senso novecentista dell'arte friulana. All'inizio degli anni '50 si trasferisce a Parigi, dove entra in contatto con i maggiori rappresentanti della cultura figurativa d'oltralpe.
Viaggiatore instancabile, curioso, assillato interiormente da una febbre di novità e di conoscenza, soggiorna a Bruxelles, Londra, negli Stati Uniti, in Messico, a Cuba, in Venezuela. Da queste esperienze ed esplorazioni ha tratto un repertorio di segni, di immagini, di tecniche, che ha rielaborato negli anni successivi: un substrato di emozioni e di "materiali" culturali entrati a far parte dell'inconscio dell'artista e che continuano ad affiorare, in forme diverse, nella sua attività. Rientrato in patria, Celiberti si stabilisce per un lungo e fruttuoso periodo a Roma, dove frequenta gli artisti di punta del panorama italiano. Il ritorno a Udine, verso la metà degli anni Settanta, consente al pittore di avviare un lavoro di riflessione su se stesso, che dura tuttora, ricco di esiti creativi caratterizzati sempre da una divorante ansia di sperimentazione.
Inizia così a dedicarsi anche alla scultura, realizzando grandi opere in bronzo, acciaio e pietra. Fondamentale nel suo percorso artistico-interiore la visita del 1965 al Lager di Terezin, vicino a Praga, dove migliaia di bambini ebrei, prima di essere trucidati dai nazisti, lasciarono, in brevi frasi di diario e in un "libretto" di poesie, testimonianze toccanti della loro tragedia.

"Varcando il confine che introduce nell'area dello studio di Giorgio Celiberti", scrive Giovanna Barbero, "si è accolti dalla consapevolezza della percezione dell'infinito e, assieme ad una potente sensazione di libertà, si è pervasi da sentimenti positivi. Come nel biblico viaggio di Lot in fuga dalla tempesta di fuoco abbattutasi su Sodoma e Gomorra, ci si lasciano alle spalle le rovine del mondo, senza alcuna tentazione di voltarsi indietro e rimanere pietrificati nel guardare al di là della parete invisibile che separa la vita comune dalla sacralità di questo luogo. Si è su un altro pianeta, dentro una cattedrale dell'arte e precipuamente nell'oasi della mente dove è possibile trovare la propria dimensione. Sorpresa, meraviglia, letizia si liberano spontaneamente dall'intimo personale, determinando un sereno spaesamento e un immediato godimento; a tali osservazioni il Maestro risponde con un sorriso.
Risposta che aiuta a soppesare il valore del silenzio, in questo spazio dove pensiero e spirito diventano lirica di alta intensità nelle creazioni/creature che popolano numerose questo territorio e indicano suoni altri, composti in armonie non udibili nel frastuono quotidiano. Tale piacevolezza egli vorrebbe renderla continua ed eterna, disponibile a chiunque, ma è una partecipazione difficile, non largamente accettata, perché troppo divina e non umanamente recepibile da tutti."

"Il ricordo della mia infanzia", racconta Celiberti, "è un po' la gioia della mia vecchiaia. Sono un vecchio-bambino, perché ho la stessa gioia, gli stessi interessi di quando ero piccolo; sono un operaio che ama moltissimo il proprio lavoro. Passo i 365 giorni dell'anno nello studio, dove si stemperano i miei pensieri, le mie fatiche".
Ha scritto a Celiberti il grande scrittore Italo Calvino: "La tua pittura mi piace perché è robusta e raffinata nello stesso tempo; perché c'è dentro un senso di solidità delle cose, una soddisfazione della fisicità, un piacere nella fatica di esistere, e insieme una continua ricerca della musica che scorre tra le cose, ritmo e canto. Il mondo ha per te tutto il suo peso doloroso, la sua opaca difficoltà ma è proprio attraverso a tutto questo che tu raggiungi la tua colorata esultanza e salute."
INAUGURAZIONE: Sabato 23 febbraio 2008 alle ore 17.30 presso la Sede Provinciale di Confartigianato Imprese Prato (viale Montegrappa 138 - PRATO). Nell'occasione verrà distribuito il catalogo della mostra. Seguirà un piccolo buffet. L'ingresso è libero. Orario: Dal lunedì al giovedì 8.30-13.00 e 14.30-18.00
Venerdì 8.30-13.00 (su richiesta apertura nel pomeriggio).
PER INFORMAZIONI: Tel. 0574/5177804; infocultura@prato.confartigianato.it
www.prato.confartigianato.it

CONFARTIGIANATO - MALISETI
, via Dino Saccenti 19, Prato. Dal 10 maggio al 10 luglio 2008; "Ferdinando Coppola". Ferdinando Coppola nasce nel 1945 a Viareggio dove vive e lavora. Iscritto all'Accademia di Belle arti di Carrara nel 1971, si diploma al Corso di Scultura. L'anno successivo si iscrive al Corso di Pittura instaurando ottimi rapporti con docenti come Pier Carlo Santini, Luigi Bernardi e Domenico Viaggiano, docente di tecniche calcografiche. La sua attività artistica inizia nel 1970 con una mostra personale alla galleria Procellaria di Sarzana e, nello stesso anno, è scelto come rappresentante dell'Accademia alla "II Esposiçao de Arte Universitaria " di Lisbona, ottenendo un ottimo successo. Ancora studente frequenta lo studio di Carlo Mattioli e, a Viareggio, quelli di Renato Santini e di Mario Colzi. Nel 1974 conosce a Roma Giulio Turcato ed Emilio Greco e frequenta i loro laboratori. Espone alla Galleria E. Alfieri in via del Corso. Rientrato a Viareggio prosegue il percorso didattico presso il Liceo Artistico di Lucca. Pur avendo abbandonato la scultura frequenta i laboratori della ditta Henraux dove incontra Marino Marini, Henry Moore e altri maestri della scultura italiana. Nel 1974 è tra i fondatori dell'Associazione Amatori d'Arte (A.A.A) e collabora all'allestimento delle mostre del Premio Letterario Viareggio (Emilio Greco, Ugo Attardi, Renato Guttuso, Augusto Murer, ecc..). Nel 1980 è tra i fondatori dell'Associazione Artisti Versiliesi (A.A.V.) della quale ne sarà il vicepresidente fino al 1993. Nel 1982 ottiene il Comando dalla S.B.A.A.A., presso il Museo di Palazzo Mansi a Lucca dove è responsabile della Sezione Didattica. Da alcuni anni si dedica alla progettazione grafica. Ha al suo attivo numerose mostre in Italia e all'estero (Francia, Germania, Portogallo, Giappone, ecc...).

" Parlare con Ferdinando Coppola è una continua sorpresa, una scoperta affascinante delle possibilità dell'artista, pittore, scultore o inventore. Coppola riesce a vedere e a cogliere nelle immagini soltanto le linee e le forme essenziali, senza mai perdere di vista i riferimenti originali. I suoi quadri sono originali e trasformano all'infinito i tratti essenziali di un settore particolarissimo, di una porzione della realtà studiata nei suoi dettagli valorizzati dalla luce, come è possibile verificare, per esempio, nella serie di opere in cui il soggetto viene recuperato dall' analisi della capigliatura della Venere dipinta dal Botticelli o dalle pieghe degli abiti raffigurati nei dipinti di Van der Wayden. Coppola, nel rielaborare queste immagini, utilizza la luce per dare corpo e dinamicità alle forme che tendono ad assumere un significato originale, inteso nel senso più profondo del termine, cioè dotate di energia e valore autonomo. Un'esplosione di luce e di colori che s'intersecano secondo la sensibilità dell'artista e che si ripetono in progressioni matematiche praticamente all'infinito. Rimane comunque la linea l'elemento costruttivo essenziale e contemporaneamente la chiave di lettura delle sue opere: la linea retta, la linea curva, la linea spezzata, la curva e la spezzata insieme, si muovono e si combinano a creare giochi geometrici per tutta la superficie del quadro ed oltre. Non per nulla i suoi quadri non hanno cornice, per consentirci d'immaginare la prosecuzione all'infinito di questi giochi visivi che cambiano continuamente a seconda del punto di vista scelto dallo spettatore. Inoltre, i quadri di Coppola sono il risultato di uno studio attento, sia nella fase progettuale, che in quella esecutiva durante la quale si serve di una tecnica particolare" (Giovanna Caverni Marcantoni)
Orario: dal lunedì al giovedì: 8.30-13 14.30-18, venerdì: 8.30-13 (su richiesta apertura nel pomeriggio). Biglietti: ingresso libero. Vernissage: 10 maggio 2008. ore 17.30. Catalogo: in galleria. Curato da Confarte - distribuzione gratuita

TEATRO POLITEAMA, Poggibonsi (Si). Dal 13 al 18 maggio 2008: "Fenice International Festival". La prima assoluta del nuovo spettacolo di Alejandro Jodorowsky, l'esposizione di venti tavole inedite del prossimo fumetto Moebius, i Marlene Kuntz in un cinema-concerto live, dieci film innovativi fra cui tre prime nazionali e il celebre Redacted di Brian de Palma. Questo il menù della terza edizione di Fenice International Nine Arts Festival, un festival dedicato alle nove arti, alle loro contaminazioni e ai loro incontri, spesso creativi e fortuiti, diretto da Michele Crocchiola e organizzato da Comune di Poggibonsi, che complessivamente propone due spettacoli teatrali, un cinema-concerto, quattro incontri, una mostra e dieci film. Un discorso a parte merita la sezione cinema con uno sguardo al presente cinematografico che passa dall'Iraq dei due film inaugurali al documentario animato che ha aperto il Sundance, Chicago 10 di Brett Morgen (prima nazionale insieme al mockumentary Street Thief e all'irresistibile Tegami). Film che rappresentano alcuni degli esempi più curiosi e innovativi del linguaggio cinematografico contemporaneo.
Info: 0577 985697 - 329 4840635. Programma: www.fenicefestival.it

CAMEC - CENTRO ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA, Piazza Cesare Battisti 1, La Spezia. Dal 30 aprile al 29 giugno 2008: "China New Vision".
Chinese Contemporary Art Collections from Shanghai Art Museum rappresenta la prima grande occasione nella città ligure per conoscere e apprezzare le opere di molti artisti emergenti e di diverse personalità già affermate in ambito internazionale. La mostra, ideata da Bruno Corà e a cura di Jiang Mei, curatrice dello Shanghai Art Museum, è organizzata dall’Istituzione per i Servizi Culturali del Comune della Spezia e dallo Shanghai Art Museum, con il contributo di Autorità Portuale della Spezia, Regione Liguria e Parco Nazionale Cinque Terre. L’esposizione è patrocinata dal Consolato Generale Italiano a Shanghai e dall’Istituto Italiano di Cultura di Shanghai.
L’arte contemporanea cinese è uno degli esiti dell’adozione della politica di “riforma e apertura” attuata in questo paese a partire dagli ultimi anni Settanta. Nei venti anni successivi all’attivazione di questa linea politica, la società cinese ha conosciuto straordinari mutamenti a livello economico-culturale e la produzione artistica ha vissuto un accelerato processo di cambiamento, confronto ed ampliamento di prospettiva. Il presente artistico cinese vive in una dimensione di grande varietà rispetto al passato. Negli ultimi anni la cultura figurativa è stata coinvolta nella necessità di ridefinire il ‘contesto’ delle caratteristiche nazionali, tradizionali e orientali, e il concetto di ‘contemporaneità’. Nella pratica dell’arte attuale, gli artisti cinesi sono consapevoli di combinare i due aspetti e di generare stili aggiornati che in diversa misura manifestano o allentano la relazione tra la tradizione e la contemporaneità, tra l’occidente e l’oriente. Ne è scaturita una produzione prolifica e assai diversificata, specchio di un territorio creativo profondamente confluente e assorbente.

Partendo da questo contesto, per China New Vision lo Shanghai Art Museum ha selezionato circa 80 opere di 70 artisti, con lo scopo di mostrare la multiforme scena dell’espressività artistica cinese. Essa coinvolge anche le recenti arti tecnologiche, segno dell’affermarsi dei nuovi media, affiancate alle più diverse interpretazioni della pittura e della fotografia, a documentare la versatile sperimentazione formale e linguistica. Si tratta di opere realizzate nell’ultimo decennio, dalle grandi dimensioni e dal suggestivo impatto visivo.
Fra gli artisti presenti, alcuni già conosciuti e celebrati in occidente: Yu Hong, con un’opera degli esordi, di raffinato nitore; Zeng Fanzhi, che, nelle sue Mask Series, rappresenta l’ipocrisia dell’adesione al costume occidentale; Wang Tiande, che coniuga la sperimentazione con la virtuosa padronanza di tecniche della tradizione; Zhou Tiehai, già presente alla Biennale di Venezia del 1999, ormai celebrato dal mercato mondiale, da più parti paragonato a Andy Warhol; Yang Zhenzhong, videoartista tra i protagonisti del prestigioso Hugo Boss Prize, organizzato dal MOMA di New York nel 2004; Yang Fudong, anch’egli raffinato interprete, attraverso il video, dell’inquietudine intellettuale e culturale della Cina; Hong Hao, che con la fotografia e lo scanner compone, in serie dal titolo My things, accumulazioni di oggetti tratti dal suo vissuto quotidiano; Weng Peijun, fotografo della travolgente trasformazione metropolitana di Shanghai ed altre città cinesi.
Lo Shanghai Art Museum, fondato nel 1956, dal 2000 ha sede in una costruzione dalla particolare architettura, il famoso “Race Club” della Shanghai degli anni Trenta. Esso è dotato di una superficie di 18.000 metri quadrati, utilizzati per le mostre temporanee e l’esposizione della collezione permanente, costituita da più di diecimila opere. Particolarmente importante e apprezzata a livello internazionale è l’organizzazione della Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea, autorevole momento di apertura e interscambio con la produzione mondiale.
Durante il corso della mostra verranno realizzate diverse iniziative di approfondimento: in collaborazione con AMACI (Associazione Musei Arte Contemporanea Italiani) e Direzione dei Musei di Francia, la Notte dei Musei, apertura straordinaria serale con visita guidata alla mostra (sabato 17 maggio dalle 21 alle 24, visita guidata gratuita alle 21.30, ingresso 3 €); in collaborazione con AIDEA La Spezia, una conferenza di Marco Manciulli dedicata a Scrittura e pittura in Cina (la pittura dei letterati, calligrafia e poesia, simbologia nelle arti figurative, giovedì 22 maggio alle ore 17, ingresso libero); in collaborazione con il Museo del Sigillo, visita guidata alla mostra e conversazione dedicata al sigillo cinese, a cura di Eleonora Acerbi e Anna Nancy Rozzi (7 maggio e 5 giugno alle 16.
Ingresso 5 € con prenotazione); incontro con Federico Marconi, giovane artista che presenterà un reportage del suo soggiorno a Pechino e la sua produzione ‘cinese’ (venerdì 30 maggio alle ore 17.30, ingresso libero).

Venerdì 9 maggio 2008, ore 17,30; Presentazione "BAU4+5", rivista artistica aperiodica in edizione limitata (150 copie) con ospite speciale il poeta visivo Sarenco in collaborazione con la Galleria "Il Gabbiano arte contemporanea" di La Spezia (che ospita congiuntamente, con inaugurazione a seguire il giorno stesso alle ore 19.00 e fino al 30 maggio, la mostra delle opere inserite nel nuovo numero di BAU).
Sarenco eseguirà la performance "Giocare a scacchi con la morte" (omaggio a Marcel Duchamp), alla quale parteciperà il mezzo soprano Eva Mabellini e il pianista Nicola Giossin, con musiche di Vittorio Gelmetti.
Artisti presenti in BAU: Paolo Albani, Fernando Andolcetti, Christian Balmier, Anna Banana, Mauro Baroni, Vittore Baroni, Carlo Battisti, John M. Bennett, Anna Boschi, Alessandro Botticelli, Antonino Bove, Luca Brocchini, Gianni Broi,
Giuseppe Chiari, Cosimo Cimino, Kiddy Citny, Cobàs (Mario Carchini), Mario Commone, Carlo Marcello Conti, Francesco Conz, Gloria Corsini, G. Luca Cupisti, Daniel Daligand, Caterina Davinio, Jakob De Chirico, Paolo Della Bella, David Dellafiora, Chiara Diamantini, Lino Di Lallo, Gabriele Dini, Marcello
Diotallevi, Ugo Dossi, Emily Joe, Fernanda Fedi, Laura Fiaschi, Luc Fierens, Nicola Frangione, Giuliano Galletta, Serena Gatti, Delio Gennai, Angelo Giannecchini, Emanuele Giannelli, Gino Gini, Latteria Giuffrè Pagano, Gumdesign, Elisabetta Gut, I Santini Del Prete, Emilio Isgrò, Marcello Jori, Bruno Larini, Alessio
Larocchi, Luigi Lazzerini, Arturo Lini, Adolfo Lippi, Marco Maffei, Ruggero Maggi, Marcella Malfatti, Guglielmo Manenti, Stelio Maria Martini, Lorenzo Mazza, Sergio Mazzanti, Riccardo Mazzoni, Giancarlo Micheli, Monica Michelotti, Micrqcosmo, Enzo Minarelli, Angelina M. Moody, Emilio Morandi, Massimo Mori,
Clemente Padin, Stefano Paolicchi, Vieri Parenti, Massimo Pasca, Mxm Pellegrinetti, Massimiliano Pelletti, Michele Perfetti, Mirco Piccioli, Franz Pichler, Lamberto Pignotti, Francesco Pirella, Daniele Poletti, Giorgio
Poli, PaoloPratali & Alessia Berruti, Alessandro Ratti, Eraldo Ridi, Gian Paolo Roffi, Sabina Romanin, Agnese Sabato, Carla Sanguineti, Sarenco, Antonio Sassu, Antonella Serafini, Paolo Tesi, Elena Torre, Alessandro Traina, Claudio Tomei, Giovanna Ugolini, Liliana Ugolini, Alessandro Vezzosi, Emmett Williams

MUSEO d'ARTE CONTEMPORANEA di Villa Croce, via Jacopo Ruffini 3, Genova.
Dal 13/03/2008 al 25/05/2008 - "Nostalgie. L'istante e la durata del tempo" a cura di Angela Madesani. L’accelerazione della storia o, secondo alcuni, la sua fine, la polverizzazione delle strutture etiche e delle tradizioni, la lontananza dal proprio luogo d’appartenenza, l’assenza di un’ immagine del futuro, la pervasività di modelli culturali omologanti, sono elementi che caratterizzano il paesaggio contemporaneo. E’ questo lo scenario in cui si inscrive parte dell’arte recente che, in vario modo, esprime lo smarrimento di senso, la percezione della perdita, della mancanza. Mancanza e perdita che dagli artisti presenti in questa rassegna vengono diversamente declinate a partire dalle diverse provenienze, sensibilità, scelte poetiche e linguistiche di ciascuno.
Perdita delle proprie origini, nostalgia di un luogo perduto o mai trovato, perdita di relazioni, di affetti, di identità, perdita dell’innocenza, contrassegnano le opere di alcuni tra loro. Mancanza come insofferenza dei limiti spazio-temporali, dello scadere del tempo, percezione di quell’insufficienza essenziale che muove l’infinita produzione del vivente. Mancanza come condizione ontologica propria dell’uomo, in un altro gruppo di artisti. Artisti che, in vario modo, a tale mancanza essenziale, danno espressione su di un piano puramente linguistico, formale, alieno da coinvolgimenti personali, emotivi.
Due prospettive, due diversi percorsi di ricerca che si integrano a vicenda nel tentativo di disegnare una mappa parziale, di fornire un’indicazione di lettura, dell’inquietudine contemporanea, così come l’arte attuale ce la rappresenta.
dal 13 marzo al 25 maggio 2008.

"Le Nostalgie di ventinove artisti presentate attraverso il viaggio come spostamento fisico e mentale, ma anche come metafora della vita. Da un lato, la partenza da un luogo caro, che implica inevitabilmente il dolore del distacco e, di conseguenza, la nostalgia. Nostalgia che si traduce in ricordo del luogo, che generalmente è quello d’origine, in senso materiale e culturale, delle persone, degli usi e costumi. Nel secondo caso si tratta, invece, di una riflessione sull’esistenza, che implica anch’essa il concetto di viaggio: quello compiuto da ognuno di noi all’interno del confine della propria vita.
“La nostalgia si nutre di desiderio. E il desiderio è figlio dell’assenza, della mancanza dell’oggetto amato”, scrive Claudio Feruglio. Così le valigie, utilizzate in alcuni lavori presenti in mostra, se da un lato simboleggiano il concetto di partenza e di non ritorno per Zoe Leonard, che si riferisce al padre morto, dall’altro si legano al viaggio come reale momento di “illuminazione” per Patrick Raynaud. Aeroporti e strade percorse, paesaggi urbani e naturali riportano a immagini fisiche ma anche mentali di un luogo, a volte ben definito altre volte meno, così come spazi vuoti, corridoi, stanze di ospedale.
Un’indagine più prettamente esistenziale è condotta da Tullio Brunone che, servendosi dei mezzi tecnologici, registra una labile immagine del nostro passaggio in Forse noi stessi, sottolineando la precarietà della nostra esistenza. Siamo davanti alla telecamera ma, una volta fermi, scompariamo dal monitor, lasciando un’immagine fuggevole e indefinita, così come si presenta il ritratto di Kelly Schacht, Madammeke, intriso di una nebbia che affievolisce l’immagine e, con essa, il ricordo, dando risalto alla distanza da un tempo passato.
Diversi sono gli artisti che tentano invece di ricostruire la propria identità. Lo fa Adrian Paci, che presenta persone di diversa origine ed estrazione sociale che hanno in comune soltanto il cognome, uniti idealmente e ironicamente sull’Isola dei Paci; altri, come Churchill Madikida, ricostruiscono criticamente e in modo sofferto le proprie origini. Identità personale che diviene collettiva nell’incisivo video di Elisabetta Benassi, Tutti morimmo a stento, dove l’artista compara la vita umana a quella di un’auto, destinata inesorabilmente, al termine del suo utilizzo, allo sfasciacarrozze. La mostra si chiude con l’installazione site specific Camera obscura di Emanuele Piccardo, che dal parco di Villa Croce invita a osservare il porto.
Non è un caso che una mostra sulla nostalgia, sul ricordo e sul tempo abbia luogo proprio in una città come Genova, la cui identità è storicamente quella di essere punto di partenza verso orizzonti lontani, e oggi al centro di flussi migratori. Una città in cui il trascorrere del tempo è ben evidenziato dalla fotografia di Vincenzo Castella, nella quale emerge la segmentazione di stili architettonici ed epoche. Frammenti di tempo che compongono, come tasselli di un puzzle, l’identità della città."
di Francesca Guerisoli

Orario: da martedì a venerdi ore 9-18.30; sabato e domenica ore 10-18.30; lun chiuso; chiuso 23 e 24/3
Ingresso: intero € 4; ridotto € 2,80. Info tel. (+39) 010580069; fax (+39) 010 532482. museocroce@comune.genova.it. www.museovillacroce.it.


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