APPUNTAMENTI
E FATTI D'ARTE IN VERSILIA E DINTORNI
CHIESA DI S. AGOSTINO e PIAZZA DEL DUOMO,
Pietrasanta. Dal 22 marzo al 25 maggio 2008. "Cammino
ed Ascesi" di Medhat Shafik.
Dalla piazza del Duomo alla prospiciente chiesa di Sant’Agostino,
le opere si susseguono in un incedere di forme, simboli e suggestioni
verso la città celeste, luminosa come lo spirito, come la gioia
dell’essere. Il cammino approda alla catarsi ed il fulgore pervade
lo spazio, intimo specchio dell’infinito.
Shafik, abile alchimista di materiali e tecniche, traduce il palpito dell’anima,
il mistero dell’invisibile. Dai candidi marmi, dalle garze semitrasparenti,
dalle sottilissime strutture di metallo, dalla leggerezza della cellulosa,
dai legni odorosi, dagli improvvisi squarci di colore, di ori e di argenti,
si leva un sussurro, un respiro lieve ed etereo.
Sette blocchi monumentali di marmo bianco di Carrara, di dimensioni variabili,
si allungano sulla piazza costellati di segni ancestrali, come soste,
momenti di sospensione e astrazione. Nella chiesa di Sant’Agostino
sei grandi installazioni come luoghi irreali, immaginari, come stanze
dell’emozione e delle memoria: da La Città celeste a Il volo
della Fenice, dalla Colonna del viaggiatore alla Barca di Ulisse, a Luogo
di Ascesi. Un racconto lirico ed artistico tra passato e presente.
"Medhat Shafik, artista internazionale da alcuni anni attivo in città
– spiega l’assessore alla cultura Daniele Spina – ha
creato per Pietrasanta un percorso d’intenso contenuto spirituale.
Un viaggio, tra realtà metafisiche e favolistica orientale, che
partendo dalla centrale Piazza del Duomo si conclude nelle grande navata
della Chiesa di Sant’Agostino generando atmosfere di assoluto fascino."
Medhat Shafik è nato in Egitto nel 1956. Dal 1976 vive ed opera
in Italia.
Si è diplomato in pittura e scenografia presso l'Accademia di Belle
Arti di Brera.
Artista di successo internazionale, Shafik coniuga le suggestioni e i
colori dell'arte orientale con le più avanzate tecniche compositive
delle avanguardie occidentali.
La sua consacrazione arriva con la Biennale di Venezia del 1995: al Padiglione
Egitto, da lui rappresentato, viene assegnato il Premio delle Nazioni.
Negli ultimi anni l'artista ha ottenuto molti riconoscimenti: ha vinto
il premio Alcatel alla VIII Biennale d'Arte Contemporanea del Cairo, ha
esposto alla Galleria d'Arte Contemporanea di Bad Homburg in Germania
e nel prestigioso Palazzo Racani Arroni di Spoleto dove ha inaugurato
la mostra Nidi di Luce.
Nel 2002 ha iniziato un nuovo ciclo di opere Sabbie, impronte su carta,
che ha presentato, a cura di Marco Meneguzzo, alla Galleria Spirale Arte
contemporanea di Pietrasanta e Milano. Ha esposto una sua rassegna personale
all'Accademia di Belle Arti di Brescia, un'installazione a Palazzo Forti
a Verona - entrata a far parte della collezione permanente del Museo.
Ha partecipato alla XVII edizione del Festival Internazionale delle Arti
Plastiche Mahres a Tunisi ed è entrato nel sito del Metropolitan
Museum di New York come uno dei più interessanti artisti del mondo
arabo del XX secolo. Nel 2007 presso la Rocca di Umbertide ha presentato
la mostra Luogo di Frontiera, curata da Martina Corgnati, e Le città
invisibili a Palazzo Forti di Verona, curata da Giorgio Cortenova.
Orario: 16 - 19, lunedì chiuso. Ingresso: libero. Inaugurazione:
sabato 22 marzo 2008, ore 17.00.
CHIOSTRO DI S. AGOSTINO,
via S. Agostino 1, Pietrasanta: "Apocalisse"
di Enrico Baj Dal 15 marzo al 25 maggio 2008. A cura di Luciano Caprile,
Roberta Cerini Baj e Stefania Trolli,
Tragica e grottesca, ironica e preoccupata,l’Apocalisse di Enrico
Baj mette in scena, quasi teatralmente, il degrado della contemporaneità,
le macchie nere e gli incubi generati dal sonno della ragione, le attese
e le premonizioni, l’esuberanza del mostruoso. Un collage psicologico
costruito da tele dipinte con tecnica informale, animate da sagome dipinte
o intagliate nel legno. L’esposizione presenta un percorso articolato
tra le sale del chiostro e la sottostante sala Grasce. A testimoniare
la perenne attualità dell’opera e del clima apocalittico
che pervade l’umanità, compaiono in mostra alcune tele nucleari
e le ultime aggiunte di Baj suggeritegli dal ciclo poetico di Gilgameš.
Il catalogo, con testo critico di Luciano Caprile, contiene un’ampia
documentazione sulla storia dell’opera.
L’Apocalisse di Baj ha quasi trent’anni. Concepita come work
in progress, cioè passibile di aggiunte e cambiamenti nel corso
del tempo, è costituita da teli, vuoi a macchie e colature eseguite
con la tecnica del dripping, vuoi con figure, e da sagome in legno di
svariate dimensioni. Nella presentazione dell’opera tali elementi
possono essere tutti o solo in parte utilizzati, possono essere composti
in modo variabile, possono essere riuniti in un’unica grandissima
parete, oppure distribuiti in spazi diversi.
Le motivazioni che lo spinsero a comporla sono da Baj così spiegate:
“È da Gli otto peccati capitali della nostra civiltà
di Konrad Lorenz che la mia Apocalisse prese le mosse. Qui Lorenz analizza
l’attuale situazione dal punto di vista delle colpe (o peccati)
comportamentali, essendo l’etologia, della quale appunto Lorenz
è specialista, la scienza del comportamento. I peccati capitali
visti da Lorenz non sono più i peccati contro un ipotetico Dio,
non sono più trasgressioni a comandamenti sacrali o rituali, ma
trasgressioni a comandamenti che definiremo naturali; o meglio si tratta
non di comandamenti violati ma di norme di condotta che sono insite nella
natura e che gli uomini non dovrebbero trasgredire, quanto meno così
massicciamente: facendo della natura, da cui pure dipendono, la loro latrina.”
Motivazioni che appaiono oggi per nulla inattuali, anzi forse ancora più
fondate di allora.
Sala Putti, sala del Capitolo e sala delle Grasce accolgono questo grande
puzzle, con la possibilità di riproporre la primitiva divisone
dell’Apocalisse in tre parti, attuandola naturalmente con la libertà
che la struttura dell’opera ci consente.
In tre parti, infatti, era stata installata per la sua prima esposizione
a Milano allo Studio Marconi nel 1979, in occasione della quale fu pubblicato
un libro a cura di Umberto Eco, che così la descrive: “Non
millenaristica, la nuova Apocalisse è, come si diceva all’inizio
critica. Capacità di leggere i segni della distruzione. Spogliando
la rappresentazione di ogni afflato mistico, restituendoci angeli e demoni
nella forma grottesca della citazione deformante, Baj a modo proprio ci
ricorda che gli agenti della distruzione sono di questa terra. Siamo noi,
citati attraverso le citazioni umane dell’arte che noi abbiamo prodotto.”
Orario apertura: 16 - 19, lunedì chiuso. Ingresso: libero
Inaugurazione: sabato 15 marzo, ore 18.00
PREMIO MARTA GIERUT. Sabato
24 maggio 2008, alle ore 17,00, in Pietrasanta, Centro Culturale “L.
Russo”, Via Sant’Agostino 1, Salone dell’Annunziata,
si terrà la cerimonia di premiazione del "Premio
Marta Gierut”.
Il Premio – patrocinato dal Comune di Pietrasanta – consiste
in due borse di studio per altrettanti studenti meritevoli dell’Accademia
di Belle Arti di Carrara (Sezioni Pittura e Scultura) e in riconoscimenti
sia all’OPAM (Opera di Promozione dell’Alfabetizzazione nel
Mondo), Associazione con sede a Roma che persegue finalità di solidarietà
sociale e di cooperazione, sia a Vando D’Angiolo, a don Hermes Luppi
e ad Achille Sicari per il continuativo impegno in ambito socio-culturale.
Ingresso libero.
Il “Comitato Archivio artistico-documentario Gierut”, legalmente
costituito nel settembre 2006, ha sede in Marina di Pietrasanta (Lucca)
Via G. Marino n°8. Presieduto dal critico d’arte e giornalista
Lodovico Gierut, non ha fini di lucro e si è proposto di ricordare
ed onorare sia dal punto di vista umano che professionale la figura di
Marta Gierut, poetessa e artista.
Il Comitato ha messo in essere sin dai primi mesi del 2007 proprie Edizioni,
al fine di diffondere l’arte e la cultura in genere, destinate –
soprattutto mediante la stampa di pubblicazioni cartacee – sia a
Biblioteche Pubbliche e ad Archivi che abbiano all’interno documenti
d’arte, sia a critici, giornalisti. Tra i volumi: “La spiaggia
e il melograno” e “Grazia Leoncini. Essere ed Oltre”,
di Lodovico Gierut; “Carlotta. C’è posta anche per
me”, di Bruna Nizzola; “Segni del dolore. La dimensione sacra
della sofferenza” e “Contaminazioni. Pitture a rilievo di
Franco Benassi”, a cura di Pier Paolo Dinelli e Lodovico Gierut,
oltre a “In Franco Miozzo” e “Camminando in un’Anima”
di Marta Gierut, postumi.. Ha pure creato un Centro di documentazione
a disposizione di studiosi e di persone che trattano l’arte sia
a livello professionale, sia come semplice passione. Collabora –
ovviamente in modo gratuito – col mondo della Scuola. Il Centro
accetta in donazione (anche come scambio) cataloghi relativi a pittura,
scultura, fotografia, conservandoli e facendoli utilizzare al meglio.
Il Comitato organizza mostre, conferenze e collabora con analoghe Associazioni
ed Organizzazioni, promuove conferenze e partecipa ad iniziative fatte
da soggetti pubblici e privati a livello nazionale ed internazionale,
dando anche gratuito patrocinio. Aiuta soggetti svantaggiati. Informazioni:
lodovico@gierut.it e/o 3803941442.
Marta Gierut, nata a Pietrasanta nel 1977 e deceduta a Massarosa nel 2005,
allieva poco più che bambina del pittore e scultore Franco Miozzo
(1909-1996), ha frequentato dapprima l’Istituto Statale “Stagio
Stagi” di Pietrasanta, quindi l’Accademia di Belle Arti di
Carrara (discutendo nel 2000 una tesi proprio su Franco Miozzo). Conoscitrice
dell’opera dei vari Majakovskij, Van Gogh, Hesse, Giovanni Paolo
II, Piero Bigongiari (al quale ha fatto nel 2005 una scultura-ritratto
oggi nella collezione pubblica del Comune di Forte dei Marmi), sue opere
sono inserite in alcune istituzioni pubbliche italiane quali il prestigioso
Museo dei Bozzetti di Pietrasanta. Suo è il monumento intitolato
“Il volto e la maschera” stabilmente posizionato in Marina
di Pietrasanta (Lucca), lato via E. Pea, inserito nel “Parco della
Scultura” avente tra l’altro lavori dei vari Franco Adami,
Fernando Botero, Pietro Cascella, Novello Finotti, Jean Michel Folon,
Franco Miozzo, Igor Mitoraj, Kan Yasuda.
PALAZZO MEDICEO, via Del
Palazzo, Seravezza. Dal 10 maggio al 22 giugno 2008: "Renato
Salvatori povero ma bello". Mostra documentaria,
retrospettiva cinematografica, dibattiti e convegno.
Comune di Seravezza con la collaborazione di Regione Toscana, Provincia
di Lucca, Comune di Forte dei Marmi. Università degli Studi di
Pisa, Mediateca Regionale Toscana Film Commission.
Orari della mostra. Dal Martedì al Venerdì: 17,00 / 23,00,
Sabato e Domenica: 10,00 / 13,00 e 17,00 / 23,00. Chiuso il Lunedì.
Informazioni: Palazzo Mediceo – Seravezza – Tel. 0584.756100
/ www.palazzomediceo.com
Ufficio Stampa: Alessandra Delle Fave tel 0584 962594/ 348 3859089- ale.df@fmcitalia.net.
Per raggiungere Seravezza: Autostrada A12, uscita Versilia, SS Aurelia
verso Nord, seguire le indicazioni per Seravezza (ca. 6 Km.)
Programma della manifestazione
(PDF)
MAFFEI ARTE CONTEMPORANEA,
via Del Signore 3, Viareggio. Dal 17 al 29 maggio 2008: "A5
collettiva personale" di Alessio Larocchi.
L'artista, attraverso cinque nuclei di opere stilisticamente diversificate
tra loro, da vita ad un interessante esperimento di collettiva personale
che, come sottolinea Roberto Limonta nel suo testo di presentazione della
mostra, pone domande circa l'impossibilità di stabilire un'eguaglianza
tra "Io" ed "Identità", spostando l'accento
sulla natura meticcia e nomade dell'uomo che crea e nel rintracciare nell'"Identico"
il vero nemico dell'"Artista".
Orario: tutti i giorni 18,00 - 20,00. Chiuso il lunedì. Info: tel.
0584 48966
Inaugurazione: sabato 17 maggio ore 17,30
MUSEO VILLA PUCCINI, viale
Giacomo Puccini 266, Torre del Lago (LU). Dal 20 aprile al 2 giugno 2008.
"Lina Rosso - Da Venezia a Torre del
Lago". In occasione del 150esimo anniversario della
nascita di Giacomo Puccini, a Torre del Lago, presso la Villa Museo Giacomo
Puccini, personale di Lina Rosso. Pittrice vigorosa, attenta al dosaggio
cromatico e alla scioltezza delle linee, l’artista veneziana fu
amica della famiglia del Maestro. Durante il soggiorno in Toscana, tra
il 1917 e il 1919, molte tele furono ispirate alla natura e alla quiete
di Torre del Lago.
Orario: da lunedì a venerdì 15–18 (mattina solo su
prenotazione) Sabato e domenica 10-12.30 e 15– 18. Vernissage: domenica
20 aprile 2008.
GALLERIA EUROPA, Via Europa
42, 55043 Lido di Camaiore (Lucca).
Dal 7 al 21 maggio mostra di pittura di
Riccardo Luchini. Per informazioni e orari: tel. 0584
619104.
SALETTA NERI, via Tonfano,
133, Marina di Pietrasanta (Lucca). Dal 5 giugno al 15 luglio 2008 “Melodie
di Versilia” disegni su carta pregiata di Sigifredo
Camacho Briceño a cura di Lodovico Gierut.
Con otto disegni aventi come tematica quella Versilia dove soggiorna per
motivi di lavoro da qualche tempo, Sigifredo Camacho Briceño, pittore
nato a Loja – in Ecuador – nel 1956, ha sin dalle prime settimane
ammirato l’unicità della zona apuo-versiliese e così,
dopo avere esposto in varie cittadine toscane, ha deciso di dedicare un
degno omaggio grafico alla zona compresa tra Forte dei Marmi, Pietrasanta
e Stazzema.
Padrone della tecnica, finissimo pittore, l’artista porta con sé
quella cultura sudamericana, di stampo andino, che trasuda in ciascuna
delle ottime opere presentate a Marina di Pietrasanta. Insegnante presso
l’Università di Loja sino al 1989, chiamato poi a far parte
del “Frente Cultural Calicanto” e dal 1994 membro della Casa
della Cultura ecuadoregna, Sigifredo Camacho Briceño è sia
attento paesaggista, sia ritrattista. In diversi lavori già in
collezioni pubbliche e private, ha inserito un’espressione simbolica
sulla quale si è accentrata l’attenzione del mondo della
critica d’arte. A Marina di Pietrasanta ha messo in essere anche
alcuni quadri ad olio a tema sacro.
Orario: 8-22. Ingresso libero. Informazioni: lodovico@gierut.it 3803941442
Mostra a carattere culturale organizzata dal Comitato Archivio artistico-documentario
Gierut.
MUSEO UGO GUIDI, via M.
Civitali 33, Forte dei Marmi. Sabato 10 maggio alle 17,30 nel giardino
del Museo Ugo Guidi: Concerto di musica
sincronica e distruttivista su musiche di Bach, Debussy
e Satie tenuto da Vittoria Romei, pianoforte, Oronzo Ricci, flauto traverso,
Glauco Di Sacco, sintetizzatore.
Sabato 17 maggio alle 17,30 nel giardino del Museo Ugo Guidi – Forte
dei Marmi via M. Civitali 33 – presentazione del volume “Manuale
di Pigheologia” di Vladimir Swarovski con conversazione
sul rapporto degli arti superiori in relazione ad alcune etnie.
Domenica 18 maggio 2008 dalle ore 17 – 19 per la Giornata Internazionale
dei Musei., organizzata dall’I.C.O.M. (International Council Of
Museums ), "Impara l'arte".
Gli Artisti che nella stagione 2007/8 hanno aderito alla rassegna “Museo
Vivo. Territorio di Contaminazione” lavorano nel giardino del Museo
e presentano nel Museo le loro opere . Gli artisti sono Paolo Pratali
& Akio Takemoto – Miguel Ausili – Costantino Paolicchi
– Battista Antonioli – Monica Michelotti - Michele Peri –
Pippo Altomare – Graziano Guiso - Laura Viliani – Roberto
Tigelli – Antonino Bove – Oronzo Ricci – Vittoria Romei.
Il tutto nell’ambito della giornate di “Amico Museo”
promosse dalla Regione Toscana.
FONDAZIONE RAGGHIANTI, via
S. Micheletto 3, Lucca. Dal 7 maggio al 13 luglio 2008 "Viaggio
nell’arte a Lucca. La collezione della Fondazione Cassa di Risparmio
di Lucca". Se una raccolta d'arte configura il "ritratto
spirituale" del collezionista, quella della Fondazione Cassa di Risparmio
di Lucca è sicuramente la testimonianza di una sensibilità
che trova il suo riferimento ideale nella sua stessa vocazione istituzionale:
valorizzare la storia, l’arte e la cultura del territorio.
E così, la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, analogamente
a quanto hanno fatto altre fondazioni di origine bancaria nei rispettivi
territori di riferimento, ha iniziato, nel 1995, attraverso il recupero
di opere strettamente attinenti alla storia artistica locale, a formare
quella che oggi è divenuta una vera e propria collezione d’arte.
Una collezione che viene presentata per la prima volta al pubblico nella
sua integrità in una mostra curata dalla Fondazione Centro Studi
sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti e da questa promossa
insieme con la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca ed in collaborazione
con la Soprintendenza, in programma dal 7 maggio al 13 luglio nelle sale
espositive della Fondazione Ragghianti, all’interno del complesso
monumentale di San Micheletto, a Lucca.
La collezione comprende oltre 80 opere, per la maggior parte dipinti (ma
non
mancano sculture, argenterie, maioliche, rarità bibliografiche),
che guidano il
visitatore in un coinvolgente viaggio nella storia dell’arte a Lucca.
Infatti la
caratteristica principale di questa raccolta, che abbraccia un arco temporale
che va
dalla fine del XIV agli inizi del XX secolo, è l’essere intimamente
connessa alla cultura figurativa lucchese: tutte le opere acquistate sono
prodotte da artisti lucchesi o anche da stranieri che a Lucca hanno operato.
La mostra non vuole dare una visuale esaustiva della trama artistica lucchese,
ma permette, attraverso una serie di flash, di seguire le trame salienti
del tessuto del patrimonio artistico lucchese e del valore che assumono
nel più ampio contesto culturale.
È il caso della tavola con San Giovanni Battista di Pietro da Talada
– un singolare pittore di matrice culturale arcaicizzante attivo
attorno alla metà del Quattrocento in alta Garfagnana - che qui
riprende il suo posto accanto alla Madonna con il Bambino nel Museo di
Villa Guinigi; entrambi parte di un trittico (purtroppo, il laterale destro
e la predella mancano ancora all’appello) collocato un tempo nella
chiesa di Rocca Soraggio.
Così come è il caso dello scomparto di predella con la Deposizione
dalla croce di Giuliano di Simone, autore tra i più rappresentativi
del gusto della committenza locale tra Trecento e Quattrocento, che aggiunge
un altro tassello alla ricomposizione di un polittico che non ha certo
avuto vita facile ed i cui resti, anzi parte di questi, sono oggi divisi
tra la chiesa di Bargecchia e quella di Moriano Castello, sempre in provincia
di Lucca.
Alcune opere di uno stesso autore sono collocate in una sorta di ideale
dialogo.
Esemplare è il caso di due dipinti di soggetto profano di Pietro
Ricchi, Allegoria
dell’astronomia in veste di Urania e Giovane donna con Bambino e
natura morta con polli, carciofi, limoni e brocche, che nella mostra sono
posti a confronto con due opere di soggetto sacro dello stesso autore:
Il miracolo di Sant’Antonio, conservato nella chiesa di San Francesco
a Lucca e Santa Cecilia appartenente ad una collezione privata, che permettono
una lettura comparativa delle diverse cifre stilistiche dell’artista.
In relazione tra loro, inoltre, anche tre opere dello scultore Matteo
Civitali: il Cristo in pietà, un busto in terracotta con tracce
di policromia della collezione,
affiancato in mostra a quello marmoreo di uguale soggetto conservato nel
Museo di Palazzo Guinigi a Lucca e alla foto dell’Altare del Sacramento
della chiesa dei Santi Iacopo e Maria a Lammari.
Sempre su questa linea, infine, il confronto tra opere di diversi autori,
rappresentanti lo stesso soggetto, come nel caso dei due ritratti della
poetessa lucchese Teresa Bandettini: quello di Angelica Kauffmann, di
proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, e quello
recentemente acquistato dal Museo Nazionale di Palazzo Mansi del pittore
piacentino Gaspare Landi, uno dei protagonisti della pittura neoclassica
italiana.
L’inaugurazione della mostra si terrà mercoledì 7
maggio alle ore 18 e sarà preceduta dalla presentazione del catalogo
scientifico della collezione, realizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio
e da Maria Pacini Fazzi editore.
L’esposizione – corredata da una guida appositamente realizzata
dalla Fondazione Ragghianti - resterà aperta tutti i giorni, lunedì
escluso, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.
Ingresso gratuito offerto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.
Visite guidate su prenotazione. Per informazioni tel. 0583/467205 (dal
lunedì al
venerdì dalle 9.00 alle 13.00)
REAL COLLEGIO, piazza Del
Collegio, Lucca. Dal 12 aprile al 30 giugno 2008: "Copertinando".
Viaggio nelle copertine dei libri Mondadori attraverso i suoi grandi illustratori.
Il Museo Italiano del Fumetto di Lucca organizza, nei bellissimi locali
del Real Collegio lucchese, la mostra “Copertinando. Viaggio nelle
copertine dei libri Mondadori attraverso I suoi grandi illustratori”.
Aperta dal 12 aprile al 30 giugno 2008, la mostra è curata da Angelo
Nencetti e propone oltre 350 tavole originali, firmate dai grandi Ferenc
Pinter, Carlo Jacono e Karel Thole per le famossime serie dei “Gialli”
o degli Oscar, per la collana di fantascienza Urania, per il periodico
“Segretessimo” e per tante altre pubblicazioni.
Dell’italo-ungherese Ferenc Pinter, recentemente scomparso, oltre
a decine di tavole per le copertine Mondadori (prime tra tutte quelle
celeberrime del commisario Maigret), la mostra presenterà il materiale
inedito che l’artista stava preparando per la riduzione a fumetti
di Moby Dick e dei racconti di Edgar Allan Poe per le Edizioni Lo Scarabeo.
Di Carlo Jacono, invece, storico disegnatore delle copertine dei Gialli,
verrà presentata una retrospettiva di “Segretissimo”,
il periodico Mondadori dedicato allo spionaggio che Jacono ha illustrato
dalla seconda copertina, nel 1961, sino all’ultima, quasi trent’anni
dopo. Dell’olandese Karel Thole, infine, ci saranno decine di tavole
originali realizzate per la collana Urania, da lui illustrata per ben
25 anni. Tra le altre, bellissime, alcune tavole su carta gessata.
Un’occasione insomma per ripercorrere il nostro passato recente,
attraverso la storia della Mondadori, che ha appena compiuto il suoi primi
cento anni di vita, e per scoprire lo straordinario talento di questi
tre artisti, che hanno legato la propria carriera alla casa editrice e
che sono entrati così nell’immaginario collettivo di più
d’una generazione.
Gli Artisti: Carlo Jacono (Milano,1929 – 2000)
Per oltre 40 anni ha rappresentato per gli appassionati del romanzo giallo
e di azione edito da Mondadori (la famosa serie dei "gialli Mondadori";
"Segretissimo") l'illustratore simbolo della giallistica italiana.
Questa mostra, attraverso una completa retrospettiva di centinaia di tavole
originali, vuole rendere il dovuto omaggio ad un grande artista che, con
le sue copertine, ha segnato un'epoca.
Karel Thole, pseudonimo di Carolus Adrianus Maria Thole (Bussum 1914 –
Cannobio 2000)
E’ sicuramente - per gli appassionati italiani dei romanzi di fantascienza
- l'artista che meglio ha ritrasposto visivamente l'immaginario e le angoscie
del futuro prossimo venturo. Certe immagini realizzate dall'artista nei
primi ‘60 sono oggi come una fotografia del presente. La mostra
intende - esponendo centinaia di tavole originali scelte dalla sua vasta
produzione - ripercorrere i felici anni nei quali il lettore affezionato
attendeva l'uscita in edicola dei fantascientifici volumi della serie
Urania.
Ferenc Pinter (Alassio 1931 – Milano 2008)
Fra i tanti artisti dei quali le edizioni Mondadori si sono potuti avvalere
negli anni passati sicuramente Pinter ha rappresentato - con il suo tratto
inconfondibile reso alle copertine da lui realizzate - il marchio di fabbrica
della casa editrice. La mostra - attraverso centinaia di tavole originali
edite ed inedite - vuol rendere omaggio ad un grande illustratore dei
nostri tempi.
Orario: 10–18, lunedì chiuso.
EX MANIFATTURA TABACCHI,
piazzale Giuseppe Verdi, Lucca. Dal 10 al 31 maggio 2008: "Look
At Festival 2008", rassegna annuale di videoinstallazioni
e musica elettronica. Dopo il successo della prima edizione che ha ospitato
3500 visitatori, si rinnova l’appuntamento con il LOOK AT FESTIVAL,
rassegna di arte multimediale e musica elettronica.
La sezione dei videoartisti è stata arricchita da presenze internazionali;
insieme a cinque artisti toscani (Fabio Bertini, MannaManna, Berto, Lalbergo,
Moneyless) esporranno infatti le loro videoinstallazioni, videosculture,
videoambienti, altrettanti artisti spagnoli (Carles Congost, QQ, Fermin
Jimenez, Nacho Magro, Lacomida). E’ la Spagna, quindi, la nazione
prescelta per inaugurare la tendenza ad ospitare in ogni successiva edizione
artisti provenienti da altri paesi, all’insegna di una riflessione
interculturale sulle videoinstallazioni.
La finalità di considerare la realtà artistica giovanile
presente sul nostro territorio sta ancora alla base della filosofia del
LOOK AT FESTIVAL. Per questo oltre alla novità della sezione internazionale
è stato istituito un concorso per progetti di videoinstallazione,
rivolto ai giovani di età compresa tra i diciotto e i trentacinque
anni residenti in Toscana.
Uno spazio dedicato al panorama italiano è l’altra novità
di questa seconda edizione. Sono stati infatti invitati a partecipare
il genovese Francesco Arena e il milanese Ennio Bertrand, protagonisti
della scena italiana che hanno al loro attivo numerose mostre nazionali
ed internazionali e sono presenti in molte collezioni private e pubbliche.
O rario: 11-20. Biglietti: ingresso libero fino alle 20, dalle 20 in poi:
sabato 10 Maggio, ingresso libero. Sabato 17, 24 e 31 Maggio, 10 euro.
Abbonamento per le serate: 25 euro
V ernissage: 10 maggio 2008. ore 18. Catalogo: in mostra, a cura della
Fondazione Centro Studi sull'Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti. Curatori:
Fabio Bertini.
Autori: Francesco Arena, Fabio Bertini, Berto, Ennio Bertrand, Carles
Congost, Fermin Jimenez, Lacomida, Lalbergo, Nacho Magro, MannaManna,
Moneyless, QQ
Per informazioni +39 05831805194. email: info@lookatfestival.it
web: www.lookatfestival.it
MUSEO PIAGGIO,
Viale Rinaldo Piaggio 23, Pontedera. Dal 19 aprile al 24 giugno 2008.
Si inaugurerà sabato 19 aprile alle ore 17,00 presso il Museo Piaggio
«Giovanni Alberto Agnelli» di Pontedera, la mostra Giorgio
de Chirico "L’enigma della pittura",
a cura di Giovanni Faccenda.
L’iniziativa, promossa dal Comune di Pontedera in collaborazione
con la Fondazione Piaggio e realizzata con il patrocinio del Ministero
per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Toscana e della
Provincia di Pisa, intende celebrare i trent’anni dalla scomparsa
del grande Maestro della Metafisica. A ripercorrere le tappe salienti
del percorso artistico di colui che, insieme a Pablo Picasso, è
stato il maggiore protagonista del Novecento, trentacinque opere, fra
capolavori noti (Cavallo e cavaliere, 1934-35, Castello di Rapallo, 1948
ca, Le Muse Inquietanti, 1960-62, Piazza d’Italia, 1962), opere
inedite (Cavaliere con cane, 1948, Venezia, 1950) e importanti ritrovamenti
(Cavalli scalpitanti presso il mare, 1950, una piccola, riuscitissima
versione del celebre motivo Ettore e Andromaca, 1972).
Intorno al tema dell’enigma ruota non soltanto questa ricca mostra,
ma l’intera vicenda artistica di Giorgio de Chirico, la cui esistenza,
sin dall’adolescenza, è caratterizzata da tre episodi che
segneranno profondamente il suo destino: l'infanzia a Volos, in Grecia,
nel 1888; la morte del padre quando non ha ancora compiuto sedici anni;
l’arrivo a Monaco di Baviera, dopo un breve soggiorno in Italia,
ed il decisivo incontro con la pittura di Arnold Böcklin.
Tutta la pittura di de Chirico, a cominciare dai primi quadri «di
sapore böckliniano», risalta per una distinta esigenza: rendere
visibile l’invisibile. Non meravigli che in tale proponimento converga,
inconscio, il bisogno di raccontare se stesso attraverso la rappresentazione
di luoghi o fatti che hanno caratterizzato la ricca quanto instabile vicenda
umana; anche il ricorso periodico al mito asseconda, fra le altre, una
simile necessità. In questo senso, il paesaggio rimane il genere
più costante nella sua opera: sia che ne occupi il primo piano
o ne costruisca il fondale (I romani in Britannia, 1953), esso appare
comunque abitato da una potente stimmung evocativa, che sostanzia quanto
derivi dal processo di mutazione successivo all’attesa rivelazione.
Gli enigmi che de Chirico dipinge appartengono tutti alla propria esistenza.
Stupisce, semmai, il modo in cui egli riesce a tradurre nella più
alta dimensione immaginifica fatti riguardanti la sua storia individuale,
siano essi esclusivi o del tutto ordinari.
Molti i luoghi deserti (Cavaliere in un paese, 1949), a significare la
solitudine, umana ed artistica, del Grande Metafisico, che diventa ora
il Veggente, ora il Filosofo, ora il Cavaliere errante, fino a mostrarsi
in curiosi costumi nella fase barocca del più torrido isolamento,
coincidente con la morte di Savinio avvenuta nel 1952.
Ora, dopo tante battaglie, Il Trovatore (1954) è solo e stanco;
sul finire degli anni Trenta, è il poeta solitario che guarda ad
un aristocratico convegno da «Pictor optimus».
Tutte le opere alle quali Chirico lavora fra gli anni Quaranta e la prima
metà del decennio successivo (Venezia, Chiesa della Salute, 1952-53)
devono essere messe in rapporto con tale filosofia. La sfida con quei
pittori antichi lo esalta; ne diventa singolare interprete, seppure –
da certa critica – incompreso protagonista.
Si susseguono le stagioni, ma permane la vocazione metafisica di questo
principe isolato anche quando muta lo stile della pittura conseguente
ai vari ritorni (Archeologi, 1965-75, Gladiatori, 1971), perché,
come teneva a dire lui, non è il soggetto, bensì il tono
proprio della pittura a rendere metafisica un’opera.
Resta, comunque, la sua grandezza, assoluta, capace di vincere la sfida
con il tempo e superare ogni spiegazione, come di farsi beffa di episodi,
giudizi, in qualche caso persino complotti, rimasti a vorticare incerti
intorno all’aristocratica figura di un gigante che ha segnato il
Novecento con impronte indelebili, nel titanico confronto condotto oltre
le soglie del mito e della filosofia, dentro le stanze del museo abitate
dai grandi maestri antichi, per i territori sconfinati e misteriosi dell’immaginazione.
Ancora una volta il Museo Piaggio contenitore di testimonianze legate
alla produzione meccanica, si pensi alla Vespa e all’Ape, di cui
quest’anno ricorrono i Sessant’anni, ospita nelle sue sale
un’iniziativa di indiscusso valore culturale.
Contestualmente alla mostra Giorgio de Chirico "L’enigma della
pittura" all’ingresso del Museo sarà ospitato il Diamante,
una centrale energetica di nuova generazione, ideata e progettata dalla
Ricerca Enel e dall'Università di Pisa, basata sull'impiego di
energia solare. L’impianto, per le sue caratteristiche, è
un esempio di come ricerca tecnologica e design architettonico, bene si
adattino ad inserirsi, senza creare disarmonie, nei più delicati
e svariati contesti paesaggistici di cui l'Italia è ricca.
In contemporanea con la grande esposizione che il Museo Piaggio «Giovanni
Alberto Agnelli» tributa, assieme al Comune di Pontedera, a Giorgio
de Chirico, vi sarà la mostra intitolata "La
lunga ombra del Metafisico". Maestri del Novecento
in rapporto all’opera e alla figura di Giorgio de Chirico, allestita
presso l’Associazione A.F.R.A.M.-Galleria Il Germoglio, via Guerrazzi,
22, Pontedera.
Tale rassegna, anch’essa curata da Giovanni Faccenda e in programma
sempre fra il 19 aprile e il 24 giugno 2008, raccoglie alcuni capolavori
di Maestri quali, fra gli altri, Annigoni, de Pisis, Sironi, Xavier e
Antonio Bueno, Rosai, Soffici e Fiume.
Orario: da mercoledì a sabato dalle 10.00 alle 18.00. Biglietti:
ingresso libero
Vernissage: sabato 19 aprile 2008. ore 17.00
CENTRO PER L'ARTE CONTEMPORANEA LUIGI PECCI,
via Della Repubblica 277, Prato. Dal 2 febbraio al 19 maggio 2008: “Dichiaro
di essere Emilio Isgrò”: questo il titolo
della grande mostra retrospettiva dedicata a Isgrò, curata da Marco
Bazzini, che il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato
presenta dal prossimo 3 febbraio 2008 nelle sale espositive. La mostra
concepita insieme all'artista come una retrospettiva delle sue opere dagli
esordi alle ultime creazioni, oltre a ripercorrere in modo articolato
la vicenda artistica e letteraria di uno dei massimi rappresentanti della
cultura e dell’arte italiana documentandone in modo originale vari
capitoli e le principali tematiche, vuole ricostruire il lavoro dell’artista
all’interno dei gruppi e dei movimenti di cui è stato uno
dei protagonisti. In occasione della mostra sarà editato un catalogo
con testi critici di Achille Bonito Oliva, Marco Bazzini, Andrea Cortelessa,
Alberto Fiz che accompagneranno un’antologia di scritti dell’artista.
Emilio Isgrò è nato a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina)
nel 1937, vive e lavora a Milano dal 1956. Dopo l’esordio letterario
con la raccolta di versi Fiere del Sud (editore Arturo Schwarz, 1956),
nel 1964 inizia a produrre le prime “cancellature”, esposte
in gallerie e musei italiani e stranieri. il tema della cancellazione,
ricorrente nelle vicende dell’arte del XX secolo, è l’autentico
e sistematico fondamento della sua poetica tanto da renderlo il protagonista
di primo piano di questa pratica. “Io cancello le parole per custodirle,
è un gesto di salvezza. Le mie tecniche di linguaggio espressivo
mi consentono di sparire per poi riemergere” ha dichiarato Isgrò
in una intervista. Nel 1977 ha vinto il primo premio alla Biennale di
San Paolo. Nel 1985 ha realizzato a Milano l’installazione multimediale
La Veglia di Bach, commissionatagli dal Teatro alla Scala per l’Anno
Europeo della Musica, mentre nel 1998 Seme d’arancia viene installata
a Barcellona di Sicilia. Negli anni 1972, 1978, 1986, 1993 è stato
invitato alla Biennale di Venezia. Di rilievo è anche la sua attività
di scrittore e uomo di teatro, consolidatasi con “L’Orestea
di Gibellina” (1983/84/85) e con alcuni romanzi e libri di poesia,
tra cui “L’avventurosa vita di Emilio Isgrò”
(Il Formichiere, 1975), “Marta de Rogatiis Johnson” (Feltrinelli,
1977), “Polifemo” (Mondadori, 1989) e “L’asta
delle ceneri” (Camunia, 1994).
Inaugurazione: sabato 2 febbraio ore 18,00. Orario: tutti i giorni 10
- 19. Chiuso martedì e 1 Maggio. Ingresso: intero 5 € ridotto
4 €
CONFARTIGIANATO IMPRESE,
viale Montegrappa 138, Prato.
Dal 23 febbraio al 15 maggio 2008 "Opere
di Giorgio Celiberti"
Giorgio Celiberti è nato a Udine nel 1929. Il suo ingresso ufficiale
sulla scena artistica italiana è avvenuto con la partecipazione,
appena diciannovenne, alla Biennale di Venezia del 1948, la prima del
dopoguerra. Ha frequentato il Liceo Artistico di Venezia e poi lo studio
di Emilio Vedova. Negli anni trascorsi nella città lagunare ha
intessuto una ricca rete di amicizie, in ciò favorito dal suo temperamento
estroverso e generoso.
Con Tancredi ha diviso, alla pensione Accademia, la camera-studio. Intense
le frequentazioni con Carlo Ciussi, Marco Fantoni e Romano Parmeggiani
che negli stessi anni vivevano a Venezia un periodo di formazione. Sulle
orme dello zio Modotto, uno dei più importanti pittori udinesi
degli anni Trenta, è stato protagonista, assieme ai fratelli Basaldella
(Afro, Dino, e Mirko) a Filippini e a Candido Grassi, del rinnovamento
in senso novecentista dell'arte friulana. All'inizio degli anni '50 si
trasferisce a Parigi, dove entra in contatto con i maggiori rappresentanti
della cultura figurativa d'oltralpe.
Viaggiatore instancabile, curioso, assillato interiormente da una febbre
di novità e di conoscenza, soggiorna a Bruxelles, Londra, negli
Stati Uniti, in Messico, a Cuba, in Venezuela. Da queste esperienze ed
esplorazioni ha tratto un repertorio di segni, di immagini, di tecniche,
che ha rielaborato negli anni successivi: un substrato di emozioni e di
"materiali" culturali entrati a far parte dell'inconscio dell'artista
e che continuano ad affiorare, in forme diverse, nella sua attività.
Rientrato in patria, Celiberti si stabilisce per un lungo e fruttuoso
periodo a Roma, dove frequenta gli artisti di punta del panorama italiano.
Il ritorno a Udine, verso la metà degli anni Settanta, consente
al pittore di avviare un lavoro di riflessione su se stesso, che dura
tuttora, ricco di esiti creativi caratterizzati sempre da una divorante
ansia di sperimentazione.
Inizia così a dedicarsi anche alla scultura, realizzando grandi
opere in bronzo, acciaio e pietra. Fondamentale nel suo percorso artistico-interiore
la visita del 1965 al Lager di Terezin, vicino a Praga, dove migliaia
di bambini ebrei, prima di essere trucidati dai nazisti, lasciarono, in
brevi frasi di diario e in un "libretto" di poesie, testimonianze
toccanti della loro tragedia.
"Varcando il confine che introduce nell'area dello studio di Giorgio
Celiberti", scrive Giovanna Barbero, "si è accolti dalla
consapevolezza della percezione dell'infinito e, assieme ad una potente
sensazione di libertà, si è pervasi da sentimenti positivi.
Come nel biblico viaggio di Lot in fuga dalla tempesta di fuoco abbattutasi
su Sodoma e Gomorra, ci si lasciano alle spalle le rovine del mondo, senza
alcuna tentazione di voltarsi indietro e rimanere pietrificati nel guardare
al di là della parete invisibile che separa la vita comune dalla
sacralità di questo luogo. Si è su un altro pianeta, dentro
una cattedrale dell'arte e precipuamente nell'oasi della mente dove è
possibile trovare la propria dimensione. Sorpresa, meraviglia, letizia
si liberano spontaneamente dall'intimo personale, determinando un sereno
spaesamento e un immediato godimento; a tali osservazioni il Maestro risponde
con un sorriso.
Risposta che aiuta a soppesare il valore del silenzio, in questo spazio
dove pensiero e spirito diventano lirica di alta intensità nelle
creazioni/creature che popolano numerose questo territorio e indicano
suoni altri, composti in armonie non udibili nel frastuono quotidiano.
Tale piacevolezza egli vorrebbe renderla continua ed eterna, disponibile
a chiunque, ma è una partecipazione difficile, non largamente accettata,
perché troppo divina e non umanamente recepibile da tutti."
"Il ricordo della mia infanzia", racconta Celiberti, "è
un po' la gioia della mia vecchiaia. Sono un vecchio-bambino, perché
ho la stessa gioia, gli stessi interessi di quando ero piccolo; sono un
operaio che ama moltissimo il proprio lavoro. Passo i 365 giorni dell'anno
nello studio, dove si stemperano i miei pensieri, le mie fatiche".
Ha scritto a Celiberti il grande scrittore Italo Calvino: "La tua
pittura mi piace perché è robusta e raffinata nello stesso
tempo; perché c'è dentro un senso di solidità delle
cose, una soddisfazione della fisicità, un piacere nella fatica
di esistere, e insieme una continua ricerca della musica che scorre tra
le cose, ritmo e canto. Il mondo ha per te tutto il suo peso doloroso,
la sua opaca difficoltà ma è proprio attraverso a tutto
questo che tu raggiungi la tua colorata esultanza e salute."
INAUGURAZIONE: Sabato 23 febbraio 2008 alle ore 17.30 presso la Sede Provinciale
di Confartigianato Imprese Prato (viale Montegrappa 138 - PRATO). Nell'occasione
verrà distribuito il catalogo della mostra. Seguirà un piccolo
buffet. L'ingresso è libero. Orario: Dal lunedì al giovedì
8.30-13.00 e 14.30-18.00
Venerdì 8.30-13.00 (su richiesta apertura nel pomeriggio).
PER INFORMAZIONI: Tel. 0574/5177804; infocultura@prato.confartigianato.it
www.prato.confartigianato.it
CONFARTIGIANATO - MALISETI, via Dino Saccenti 19, Prato.
Dal 10 maggio al 10 luglio 2008; "Ferdinando
Coppola". Ferdinando Coppola nasce nel 1945 a Viareggio
dove vive e lavora. Iscritto all'Accademia di Belle arti di Carrara nel
1971, si diploma al Corso di Scultura. L'anno successivo si iscrive al
Corso di Pittura instaurando ottimi rapporti con docenti come Pier Carlo
Santini, Luigi Bernardi e Domenico Viaggiano, docente di tecniche calcografiche.
La sua attività artistica inizia nel 1970 con una mostra personale
alla galleria Procellaria di Sarzana e, nello stesso anno, è scelto
come rappresentante dell'Accademia alla "II Esposiçao de Arte
Universitaria " di Lisbona, ottenendo un ottimo successo. Ancora
studente frequenta lo studio di Carlo Mattioli e, a Viareggio, quelli
di Renato Santini e di Mario Colzi. Nel 1974 conosce a Roma Giulio Turcato
ed Emilio Greco e frequenta i loro laboratori. Espone alla Galleria E.
Alfieri in via del Corso. Rientrato a Viareggio prosegue il percorso didattico
presso il Liceo Artistico di Lucca. Pur avendo abbandonato la scultura
frequenta i laboratori della ditta Henraux dove incontra Marino Marini,
Henry Moore e altri maestri della scultura italiana. Nel 1974 è
tra i fondatori dell'Associazione Amatori d'Arte (A.A.A) e collabora all'allestimento
delle mostre del Premio Letterario Viareggio (Emilio Greco, Ugo Attardi,
Renato Guttuso, Augusto Murer, ecc..). Nel 1980 è tra i fondatori
dell'Associazione Artisti Versiliesi (A.A.V.) della quale ne sarà
il vicepresidente fino al 1993. Nel 1982 ottiene il Comando dalla S.B.A.A.A.,
presso il Museo di Palazzo Mansi a Lucca dove è responsabile della
Sezione Didattica. Da alcuni anni si dedica alla progettazione grafica.
Ha al suo attivo numerose mostre in Italia e all'estero (Francia, Germania,
Portogallo, Giappone, ecc...).
" Parlare con Ferdinando Coppola è una continua sorpresa,
una scoperta affascinante delle possibilità dell'artista, pittore,
scultore o inventore. Coppola riesce a vedere e a cogliere nelle immagini
soltanto le linee e le forme essenziali, senza mai perdere di vista i
riferimenti originali. I suoi quadri sono originali e trasformano all'infinito
i tratti essenziali di un settore particolarissimo, di una porzione della
realtà studiata nei suoi dettagli valorizzati dalla luce, come
è possibile verificare, per esempio, nella serie di opere in cui
il soggetto viene recuperato dall' analisi della capigliatura della Venere
dipinta dal Botticelli o dalle pieghe degli abiti raffigurati nei dipinti
di Van der Wayden. Coppola, nel rielaborare queste immagini, utilizza
la luce per dare corpo e dinamicità alle forme che tendono ad assumere
un significato originale, inteso nel senso più profondo del termine,
cioè dotate di energia e valore autonomo. Un'esplosione di luce
e di colori che s'intersecano secondo la sensibilità dell'artista
e che si ripetono in progressioni matematiche praticamente all'infinito.
Rimane comunque la linea l'elemento costruttivo essenziale e contemporaneamente
la chiave di lettura delle sue opere: la linea retta, la linea curva,
la linea spezzata, la curva e la spezzata insieme, si muovono e si combinano
a creare giochi geometrici per tutta la superficie del quadro ed oltre.
Non per nulla i suoi quadri non hanno cornice, per consentirci d'immaginare
la prosecuzione all'infinito di questi giochi visivi che cambiano continuamente
a seconda del punto di vista scelto dallo spettatore. Inoltre, i quadri
di Coppola sono il risultato di uno studio attento, sia nella fase progettuale,
che in quella esecutiva durante la quale si serve di una tecnica particolare"
(Giovanna Caverni Marcantoni)
Orario: dal lunedì al giovedì: 8.30-13 14.30-18, venerdì:
8.30-13 (su richiesta apertura nel pomeriggio). Biglietti: ingresso libero.
Vernissage: 10 maggio 2008. ore 17.30. Catalogo: in galleria. Curato da
Confarte - distribuzione gratuita
TEATRO POLITEAMA, Poggibonsi
(Si). Dal 13 al 18 maggio 2008: "Fenice
International Festival". La prima assoluta del nuovo
spettacolo di Alejandro Jodorowsky, l'esposizione di venti tavole inedite
del prossimo fumetto Moebius, i Marlene Kuntz in un cinema-concerto live,
dieci film innovativi fra cui tre prime nazionali e il celebre Redacted
di Brian de Palma. Questo il menù della terza edizione di Fenice
International Nine Arts Festival, un festival dedicato alle nove arti,
alle loro contaminazioni e ai loro incontri, spesso creativi e fortuiti,
diretto da Michele Crocchiola e organizzato da Comune di Poggibonsi, che
complessivamente propone due spettacoli teatrali, un cinema-concerto,
quattro incontri, una mostra e dieci film. Un discorso a parte merita
la sezione cinema con uno sguardo al presente cinematografico che passa
dall'Iraq dei due film inaugurali al documentario animato che ha aperto
il Sundance, Chicago 10 di Brett Morgen (prima nazionale insieme al mockumentary
Street Thief e all'irresistibile Tegami). Film che rappresentano alcuni
degli esempi più curiosi e innovativi del linguaggio cinematografico
contemporaneo.
Info: 0577 985697 - 329 4840635. Programma: www.fenicefestival.it
CAMEC - CENTRO ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA,
Piazza Cesare Battisti 1, La Spezia. Dal 30 aprile al 29 giugno 2008:
"China New Vision".
Chinese Contemporary Art Collections from Shanghai Art Museum rappresenta
la prima grande occasione nella città ligure per conoscere e apprezzare
le opere di molti artisti emergenti e di diverse personalità già
affermate in ambito internazionale. La mostra, ideata da Bruno Corà
e a cura di Jiang Mei, curatrice dello Shanghai Art Museum, è organizzata
dall’Istituzione per i Servizi Culturali del Comune della Spezia
e dallo Shanghai Art Museum, con il contributo di Autorità Portuale
della Spezia, Regione Liguria e Parco Nazionale Cinque Terre. L’esposizione
è patrocinata dal Consolato Generale Italiano a Shanghai e dall’Istituto
Italiano di Cultura di Shanghai.
L’arte contemporanea cinese è uno degli esiti dell’adozione
della politica di “riforma e apertura” attuata in questo paese
a partire dagli ultimi anni Settanta. Nei venti anni successivi all’attivazione
di questa linea politica, la società cinese ha conosciuto straordinari
mutamenti a livello economico-culturale e la produzione artistica ha vissuto
un accelerato processo di cambiamento, confronto ed ampliamento di prospettiva.
Il presente artistico cinese vive in una dimensione di grande varietà
rispetto al passato. Negli ultimi anni la cultura figurativa è
stata coinvolta nella necessità di ridefinire il ‘contesto’
delle caratteristiche nazionali, tradizionali e orientali, e il concetto
di ‘contemporaneità’. Nella pratica dell’arte
attuale, gli artisti cinesi sono consapevoli di combinare i due aspetti
e di generare stili aggiornati che in diversa misura manifestano o allentano
la relazione tra la tradizione e la contemporaneità, tra l’occidente
e l’oriente. Ne è scaturita una produzione prolifica e assai
diversificata, specchio di un territorio creativo profondamente confluente
e assorbente.
Partendo da questo contesto, per China New Vision lo Shanghai Art Museum
ha selezionato circa 80 opere di 70 artisti, con lo scopo di mostrare
la multiforme scena dell’espressività artistica cinese. Essa
coinvolge anche le recenti arti tecnologiche, segno dell’affermarsi
dei nuovi media, affiancate alle più diverse interpretazioni della
pittura e della fotografia, a documentare la versatile sperimentazione
formale e linguistica. Si tratta di opere realizzate nell’ultimo
decennio, dalle grandi dimensioni e dal suggestivo impatto visivo.
Fra gli artisti presenti, alcuni già conosciuti e celebrati in
occidente: Yu Hong, con un’opera degli esordi, di raffinato nitore;
Zeng Fanzhi, che, nelle sue Mask Series, rappresenta l’ipocrisia
dell’adesione al costume occidentale; Wang Tiande, che coniuga la
sperimentazione con la virtuosa padronanza di tecniche della tradizione;
Zhou Tiehai, già presente alla Biennale di Venezia del 1999, ormai
celebrato dal mercato mondiale, da più parti paragonato a Andy
Warhol; Yang Zhenzhong, videoartista tra i protagonisti del prestigioso
Hugo Boss Prize, organizzato dal MOMA di New York nel 2004; Yang Fudong,
anch’egli raffinato interprete, attraverso il video, dell’inquietudine
intellettuale e culturale della Cina; Hong Hao, che con la fotografia
e lo scanner compone, in serie dal titolo My things, accumulazioni di
oggetti tratti dal suo vissuto quotidiano; Weng Peijun, fotografo della
travolgente trasformazione metropolitana di Shanghai ed altre città
cinesi.
Lo Shanghai Art Museum, fondato nel 1956, dal 2000 ha sede in una costruzione
dalla particolare architettura, il famoso “Race Club” della
Shanghai degli anni Trenta. Esso è dotato di una superficie di
18.000 metri quadrati, utilizzati per le mostre temporanee e l’esposizione
della collezione permanente, costituita da più di diecimila opere.
Particolarmente importante e apprezzata a livello internazionale è
l’organizzazione della Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea,
autorevole momento di apertura e interscambio con la produzione mondiale.
Durante il corso della mostra verranno realizzate diverse iniziative di
approfondimento: in collaborazione con AMACI (Associazione Musei Arte
Contemporanea Italiani) e Direzione dei Musei di Francia, la Notte dei
Musei, apertura straordinaria serale con visita guidata alla mostra (sabato
17 maggio dalle 21 alle 24, visita guidata gratuita alle 21.30, ingresso
3 €); in collaborazione con AIDEA La Spezia, una conferenza di Marco
Manciulli dedicata a Scrittura e pittura in Cina (la pittura dei letterati,
calligrafia e poesia, simbologia nelle arti figurative, giovedì
22 maggio alle ore 17, ingresso libero); in collaborazione con il Museo
del Sigillo, visita guidata alla mostra e conversazione dedicata al sigillo
cinese, a cura di Eleonora Acerbi e Anna Nancy Rozzi (7 maggio e 5 giugno
alle 16.
Ingresso 5 € con prenotazione); incontro con Federico Marconi, giovane
artista che presenterà un reportage del suo soggiorno a Pechino
e la sua produzione ‘cinese’ (venerdì 30 maggio alle
ore 17.30, ingresso libero).
Venerdì 9 maggio 2008,
ore 17,30; Presentazione "BAU4+5",
rivista artistica aperiodica in edizione limitata (150 copie) con ospite
speciale il poeta visivo Sarenco in collaborazione con la Galleria "Il
Gabbiano arte contemporanea" di La Spezia (che ospita congiuntamente,
con inaugurazione a seguire il giorno stesso alle ore 19.00 e fino al
30 maggio, la mostra delle opere inserite nel nuovo numero di BAU).
Sarenco eseguirà la performance "Giocare a scacchi con la
morte" (omaggio a Marcel Duchamp), alla quale parteciperà
il mezzo soprano Eva Mabellini e il pianista Nicola Giossin, con musiche
di Vittorio Gelmetti.
Artisti presenti in BAU: Paolo Albani, Fernando Andolcetti, Christian
Balmier, Anna Banana, Mauro Baroni, Vittore Baroni, Carlo Battisti, John
M. Bennett, Anna Boschi, Alessandro Botticelli, Antonino Bove, Luca Brocchini,
Gianni Broi,
Giuseppe Chiari, Cosimo Cimino, Kiddy Citny, Cobàs (Mario Carchini),
Mario Commone, Carlo Marcello Conti, Francesco Conz, Gloria Corsini, G.
Luca Cupisti, Daniel Daligand, Caterina Davinio, Jakob De Chirico, Paolo
Della Bella, David Dellafiora, Chiara Diamantini, Lino Di Lallo, Gabriele
Dini, Marcello
Diotallevi, Ugo Dossi, Emily Joe, Fernanda Fedi, Laura Fiaschi, Luc Fierens,
Nicola Frangione, Giuliano Galletta, Serena Gatti, Delio Gennai, Angelo
Giannecchini, Emanuele Giannelli, Gino Gini, Latteria Giuffrè Pagano,
Gumdesign, Elisabetta Gut, I Santini Del Prete, Emilio Isgrò, Marcello
Jori, Bruno Larini, Alessio
Larocchi, Luigi Lazzerini, Arturo Lini, Adolfo Lippi, Marco Maffei, Ruggero
Maggi, Marcella Malfatti, Guglielmo Manenti, Stelio Maria Martini, Lorenzo
Mazza, Sergio Mazzanti, Riccardo Mazzoni, Giancarlo Micheli, Monica Michelotti,
Micrqcosmo, Enzo Minarelli, Angelina M. Moody, Emilio Morandi, Massimo
Mori,
Clemente Padin, Stefano Paolicchi, Vieri Parenti, Massimo Pasca, Mxm Pellegrinetti,
Massimiliano Pelletti, Michele Perfetti, Mirco Piccioli, Franz Pichler,
Lamberto Pignotti, Francesco Pirella, Daniele Poletti, Giorgio
Poli, PaoloPratali & Alessia Berruti, Alessandro Ratti, Eraldo Ridi,
Gian Paolo Roffi, Sabina Romanin, Agnese Sabato, Carla Sanguineti, Sarenco,
Antonio Sassu, Antonella Serafini, Paolo Tesi, Elena Torre, Alessandro
Traina, Claudio Tomei, Giovanna Ugolini, Liliana Ugolini, Alessandro Vezzosi,
Emmett Williams
MUSEO d'ARTE CONTEMPORANEA di Villa Croce,
via Jacopo Ruffini 3, Genova.
Dal 13/03/2008 al 25/05/2008 - "Nostalgie.
L'istante e la durata del tempo" a cura di Angela
Madesani. L’accelerazione della storia o, secondo alcuni, la sua
fine, la polverizzazione delle strutture etiche e delle tradizioni, la
lontananza dal proprio luogo d’appartenenza, l’assenza di
un’ immagine del futuro, la pervasività di modelli culturali
omologanti, sono elementi che caratterizzano il paesaggio contemporaneo.
E’ questo lo scenario in cui si inscrive parte dell’arte recente
che, in vario modo, esprime lo smarrimento di senso, la percezione della
perdita, della mancanza. Mancanza e perdita che dagli artisti presenti
in questa rassegna vengono diversamente declinate a partire dalle diverse
provenienze, sensibilità, scelte poetiche e linguistiche di ciascuno.
Perdita delle proprie origini, nostalgia di un luogo perduto o mai trovato,
perdita di relazioni, di affetti, di identità, perdita dell’innocenza,
contrassegnano le opere di alcuni tra loro. Mancanza come insofferenza
dei limiti spazio-temporali, dello scadere del tempo, percezione di quell’insufficienza
essenziale che muove l’infinita produzione del vivente. Mancanza
come condizione ontologica propria dell’uomo, in un altro gruppo
di artisti. Artisti che, in vario modo, a tale mancanza essenziale, danno
espressione su di un piano puramente linguistico, formale, alieno da coinvolgimenti
personali, emotivi.
Due prospettive, due diversi percorsi di ricerca che si integrano a vicenda
nel tentativo di disegnare una mappa parziale, di fornire un’indicazione
di lettura, dell’inquietudine contemporanea, così come l’arte
attuale ce la rappresenta.
dal 13 marzo al 25 maggio 2008.
"Le Nostalgie di ventinove artisti presentate attraverso il viaggio
come spostamento fisico e mentale, ma anche come metafora della vita.
Da un lato, la partenza da un luogo caro, che implica inevitabilmente
il dolore del distacco e, di conseguenza, la nostalgia. Nostalgia che
si traduce in ricordo del luogo, che generalmente è quello d’origine,
in senso materiale e culturale, delle persone, degli usi e costumi. Nel
secondo caso si tratta, invece, di una riflessione sull’esistenza,
che implica anch’essa il concetto di viaggio: quello compiuto da
ognuno di noi all’interno del confine della propria vita.
“La nostalgia si nutre di desiderio. E il desiderio è figlio
dell’assenza, della mancanza dell’oggetto amato”, scrive
Claudio Feruglio. Così le valigie, utilizzate in alcuni lavori
presenti in mostra, se da un lato simboleggiano il concetto di partenza
e di non ritorno per Zoe Leonard, che si riferisce al padre morto, dall’altro
si legano al viaggio come reale momento di “illuminazione”
per Patrick Raynaud. Aeroporti e strade percorse, paesaggi urbani e naturali
riportano a immagini fisiche ma anche mentali di un luogo, a volte ben
definito altre volte meno, così come spazi vuoti, corridoi, stanze
di ospedale.
Un’indagine più prettamente esistenziale è condotta
da Tullio Brunone che, servendosi dei mezzi tecnologici, registra una
labile immagine del nostro passaggio in Forse noi stessi, sottolineando
la precarietà della nostra esistenza. Siamo davanti alla telecamera
ma, una volta fermi, scompariamo dal monitor, lasciando un’immagine
fuggevole e indefinita, così come si presenta il ritratto di Kelly
Schacht, Madammeke, intriso di una nebbia che affievolisce l’immagine
e, con essa, il ricordo, dando risalto alla distanza da un tempo passato.
Diversi sono gli artisti che tentano invece di ricostruire la propria
identità. Lo fa Adrian Paci, che presenta persone di diversa origine
ed estrazione sociale che hanno in comune soltanto il cognome, uniti idealmente
e ironicamente sull’Isola dei Paci; altri, come Churchill Madikida,
ricostruiscono criticamente e in modo sofferto le proprie origini. Identità
personale che diviene collettiva nell’incisivo video di Elisabetta
Benassi, Tutti morimmo a stento, dove l’artista compara la vita
umana a quella di un’auto, destinata inesorabilmente, al termine
del suo utilizzo, allo sfasciacarrozze. La mostra si chiude con l’installazione
site specific Camera obscura di Emanuele Piccardo, che dal parco di Villa
Croce invita a osservare il porto.
Non è un caso che una mostra sulla nostalgia, sul ricordo e sul
tempo abbia luogo proprio in una città come Genova, la cui identità
è storicamente quella di essere punto di partenza verso orizzonti
lontani, e oggi al centro di flussi migratori. Una città in cui
il trascorrere del tempo è ben evidenziato dalla fotografia di
Vincenzo Castella, nella quale emerge la segmentazione di stili architettonici
ed epoche. Frammenti di tempo che compongono, come tasselli di un puzzle,
l’identità della città."
di Francesca Guerisoli
Orario: da martedì a venerdi ore 9-18.30; sabato e domenica ore
10-18.30; lun chiuso; chiuso 23 e 24/3
Ingresso: intero € 4; ridotto € 2,80. Info tel. (+39) 010580069;
fax (+39) 010 532482. museocroce@comune.genova.it. www.museovillacroce.it.
|
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