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POESIA VISIVA & ALTRO La letteratura — scrive Roland Barthes — la sa lunga sugli uomini. Nella Genesi leggiamo che la creazione del mondo avviene semplicemente «pronunciandolo». La parola da forma alle cose, le racconta all'esperienza dell'uomo, e si fa suo strumento di comunicazione. In questo modo possiamo interpretare il senso di ogni « farsi artistico ». Ed è altresì in un principio di comunicazione che l'arte trova la prima ragione del proprio continuo sviluppo. Quanto cammino dai primi segni che l'uomo componeva per trasmettere ad altri uomini ciò che la sua cultura aveva ordinato! Ed è presumibile che future forme di comunicazione useranno sistemi diversi, quali i colori, le note musicali, le parole, ordinati non solo nello stesso messaggio ma anche nello stesso alfabeto. A tutto questo già guardano diverse espressioni artistiche che più generalmente rientrano nella denominazione di « poesia visiva ». Dalle « parole in libertà » dei futuristi ai calligrammi di Apollinaire, dalle « pagine di scritture » di Accame alla « poesia tecnologica » di Pignotti, uno stesso intento ha sorretto queste esperienze: di concepire la parola non solo come segno semantico, ma anche come strumento visivo. Un manifesto pubblicitario può essere un esempio di come le parole e l'immagine possano concorrere ad uno stesso effetto. Da questa breve introduzione si può facilmente cogliere il senso di ciò che sto presentando: una prova sulla disponibiiità della parola usata in uno spazio tradizionalmente visivo. Queste tele, questi quadri, possono essere concepiti come « altre pagine »; strumenti di una struttura linguistica capace di ricostituire i propri segni in un altro ordine; dove la nostra coscienza delle cose riesca a stupirsi, a non riconoscersi quasi, al suono o all'apparizione di quelle stesse parole che le pronunciano. Ed in fondo non è proprio di ogni percorso artistico rimuovere le considerazioni su di un « certo tema », qualunque esso sia, ampliandole in virtù di una ristrutturazione, di una invenzione, puramente linguistica? Ecco allora l'invito a non voler considerare quanto presento come un fatto compiuto, un disegno ed una scritta chiusi in uno spazio. Piuttosto sono momenti, frasi, di una stessa convinzione: che sia possibile scrivere poesie fatte di parole, forme, colori. Arturo Lini, Centro Ariete, Viareggio, 1988 In questo sito insieme ad altre sono presenti alcune di queste opere in vendita. |
![]() POESIA BIANCA Collage e smalti su cartone Cm. 54x60, Anno 1983 |
![]() UN ALTRO BUIO Collage e smalti su cartone Cm. 100x70, Anno 1985 |
![]() LA SPILLA ROSSA Mista su cartone Cm. 62x54, Anno 1984 |
![]() BUS Acrilico su tavola Cm. 70x50, Anno 1985 |
![]() SEGUENDO PAROLE Tec. mista su tela Cm. 70x60, Anno 1984 |
![]() PERIFERIE Acrilico su tela Cm. 80x60, Anno1988 |
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![]() COME UNA PAROLA NELL'ARIA Smalti e pastelli su tavola Cm. 90x60, Anno 1984 |
![]() CUBOFUTURISMI Collage e acrilici su tela Cm.105x95, Anno 1986 |
![]() DUE NOI Acrilico e pastelli su cartone Cm. 65x60, Anno 1987 |
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