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POESIA VISIVA

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LA LUCE DEI SEGNI
Quello della «poesia visiva» ovvero della «pittura scritta» è uno dei diversi linguaggi artistici sorti nel secondo dopoguerra. È quello nel quale potremmo collocare il nostro Lini.
Sotto la tela o la carta il pensiero dell'artista va tessendo una sua filigrana di emozioni, anche concettuali.
Sono idee (in parte anche inconsce?) che non nascono dalla visione della Realtà ma dall'idea che di essa il pittore va in sé maturando. In tale filigrana un segno, un accenno di colore, un filo incollato, un vuoto o un pieno di parole si caricano di tutte le significazioni possibili, di tutte le allusioni di cui un autore e lettore vogliano tentare l'azzardo. Segno e parola si aiutano a vicenda per creare una «situazione». Perfino una lettera alfabetica (non nella funzione decorativa che fu cara settant'anni fa a un Rosai o a un Soffici o a un Morandi nel loro brevissimo momento futurista) o una sigla poetica o un incastro di collage possono arrivare a caricarsi di sentimenti che aspirerebbero all'universalità e in cui tutti potrebbero riconoscersi.
La tela, quindi, può farsi pagina stilizzata di commenti al vivere quotidiano, quasi una «poesia per segni» che tramuta la «sostanza» delle cose visibili in una forma astratta di quella sostanza.
Diceva un filosofo che «la Natura è impassibile»: occorre sempre un uomo che vi inserisca la propria libertà inventiva e che gli elementi conosciuti (luci, ombre, bene, male, suoni, piante, acque, terre ecc.) siano trasfigurati in elementi verbali o cromatici o segnici al fine di organizzarli in una visione che sia capace di «spiazzare» il lettore ed egli possa sottrarli — potrà sembrare strano! — al caos dell'ordine per reinserirli nel nuovo caos della poesia.

Anche Lini sa bene che non può farsi creatore del mondo o influire sulla vita dei raccolti, sulle carestie o sulla morte, ma sa di possedere il gesto che rivela la coscienza del proprio esistere in rapporto con le cose e con i fenomeni, e sa anche di poter usare l'immagine dipinta o scritta per tramandare la memoria della materia: è il suo modo di «vincere la morte» attraverso la personale resurrezione visiva di un «gesto» da consegnare alla storia della memoria.
Mi pare che in Lini (come in altri pittori che sognano queste poetiche) si possa intravedere il baluginare di certe situazioni, conoscitive ed emotive insieme, che devono trovare — per urgenze vitali e morali — la forza per emergere alla luce, per realizzare attraverso simboli e metafore una sintassi imprevedibile, legata strettamente al dramma esistenziale dell'uomo.
I linguaggi (nonostante i tempi che corrono!) non possono (e non debbono) servire solo per scambi pratici — commerciali, burocratici, politici, scientifici — ma anche per segnare il filo sottile di una vibrazione personale, un amore, un sogno, un errore, una rabbia, un'elegia: tutti «momenti» disinteressati e nobili che vivono solo della loro resa di bellezza formale, anche se solo alcuni riescono a coglierla.
Momenti «che non rendono» venalmente, sfiorano appena la solennità dei «poteri costituiti» sono perdenti su tutti i piani tranne che su quello del rapporto lirico con gli ingredienti del «quotidiano», che sembrano di nessun valore ma che divengono per alcuni di estremo e assoluto interesse.
I fogli «segnati» sono labili. Li raggiunge un grumo, un segreto, un codice. E l'autore sosta a lungo — figurativo o non figurativo — prima di scegliere un colore, come il poeta sosta nella scelta di un termine: quegli attimi di attesa vivono sulla sospesa fragilità di un esistere che è un continuo morire, e il risultato grafico conseguito è la scansione di un pezzo di vita già tramontata per sempre.

Dino Carlesi, catalogo alla mostra "Poesia Visiva & Altro", Centro Culturale Ariete, Lido di Camaiore (LU) 1988





POESIA BIANCA
Collage e smalti su cartone
Cm. 54x60, Anno 1983

UN ALTRO BUIO
Collage e smalti su cartone
Cm. 100x70, Anno 1985

LA SPILLA ROSSA
Mista su cartone
Cm. 62x54, Anno 1984

BUS
Acrilico su tavola
Cm. 70x50, Anno 1985
Seguendo parole
SEGUENDO PAROLE
Tec. mista su tela
Cm. 70x60, Anno 1984
Periferie
PERIFERIE
Acrilico su tela
Cm. 80x60, Anno1988
Come una parola nell'aria
COME UNA PAROLA
NELL'ARIA
Smalti e pastelli su tavola
Cm. 90x60, Anno 1984

CUBOFUTURISMI
Collage e acrilici su tela
Cm.105x95, Anno 1986
Due noi
DUE NOI
Acrilico e pastelli su cartone
Cm. 65x60, Anno 1987
   
     
     
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